«Così sono riuscito a mettere in fuga i ladri nascosti sui tetti del centro storico»
Un martedì notte movimentato in via Cantarana, pieno centro storico di Reggio Emilia. Arrivano la polizia e i vigili del fuoco: ma dei malviventi nessuna traccia
REGGIO EMILIA. Una serata quella di martedì 29 gennaio più movimentata del solito. I rumori sul tetto, la vista di un uomo che insieme ad altri complici già all’interno cerca di portare via dei materiali dal palazzo di fianco al tuo, in via Cantarana, in pieno centro storico.
La telefonata alla polizia, l’arrivo degli agenti e l’inizio della ricerca di coloro che sfruttando le impalcature montate per agevolare il lavoro dei muratori, sulla facciata frontale e quella sul retro del palazzo di fianco a casa tua che è in ristrutturazione, stanno cercando di trafugare materiale sfruttando la complicità del buio della sera. Il mattino dopo è difficile riordinare le idee e ripensare a ciò che si è provato in quei momenti: in casa, solo con la tua compagna, ti fai mille domande e soprattutto senti di non avere il minimo controllo su ciò che sta accadendo.
Eppure doveva essere un martedì sera come tutti gli altri. La partita di basket con la propria squadra e una pizza veloce al termine per festeggiare la vittoria. Il rientro a casa e la sensazione che nel silenzio della sera che avvolge la tua via, a pochi passi da Piazza Fontanesi stia succedendo qualcosa di insolito.
È l’ una e quaranta del mattino e sono troppo forti e insoliti i rumori che senti sopra la tua testa soprattutto se, sopra la tua testa, c’è il tetto di casa. Il primo pensiero va a un gatto o a qualche altro animale notturno libero di girare indisturbato per il centro mentre tutti stanno dormendo. Ma i rumori continuano, e sono troppo forti perché siano attribuibili al passo, per definizione felpato, di un gatto.
Allora ti fai coraggio e apri la finestra della cucina che si affaccia sul retro della casa. È la zona più buia anche se poco distante si vedono le luci di viale Monte Grappa e girandoti verso destra vedi chiaramente una figura umana accucciata su un piano di quell’impalcatura che solamente pochi giorni prima avevi pensato essere molto vicina, forse troppo, alle finestre di casa tua. L’uomo sta rubando materiali all’interno del palazzo in ristrutturazione ed è la conferma che quei rumori che senti... non sono attribuibili a un gatto.
Da lì a pochi minuti poi l’arrivo di due volanti della polizia, con una che viene immediatamente colpita da alcuni calcinacci che cadono dal tetto del palazzo probabilmente per un brusco movimento di una delle persone che si trovavano sul tetto. Gli agenti accendono le torce per illuminare il palazzo, mentre una delle due volanti intervenute viene immediatamente mandata su viale Monte Grappa: da lì si può vedere chiaramente il retro della casa. L’intenzione degli agenti è quella di salire sui tetti e cercano di farlo salendo proprio in casa tua che è all’ultimo piano a fianco del palazzo da dove provengono i rumori: peccato che in casa tua non ci sia alcun accesso ai tetti.
Allora gli agenti cercano, con le torce, di capire cosa sta succedendo dentro quel palazzo. Tutto inutile. A questo punto si torna in strada aspettando l’arrivo dei vigili del fuoco, avvisati di recarsi in via Cantarana per consentire agli uomini della Polizia di salire sui tetti sfruttando la scala presente sui mezzi dei vigili del fuoco. Ma, probabilmente, i malviventi hanno pensato bene di allontanarsi rinunciando al “colpo”, e ci sono anche riusciti. Gli agenti se ne vanno e anche tu, quando sono ormai passate le 3, pensi che sia il caso di provare a dormire qualche ora prima che suoni, alla faccia dei ladri e come ogni mattina, la sveglia.
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