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Incidenti con animali selvatici caccia e dissuasori li riducono

Daniela Aliu
Incidenti con animali selvatici caccia e dissuasori li riducono

Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale, fa il punto sul fenomeno «L’aumento degli anni passati era dovuto alla sovrappopolazione dei caprioli»

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QUATTRO CASTELLA. Gli incidenti stradali sono da tempo in diminuzione, nella nostra provincia. Sono tanti i fattori che concorrono a determinare questa tendenza. «Una diminuzione dovuta anche alle misure importanti prese dalla polizia provinciale – spiega il comandante Lorenzo Ferrari –. Un contributo lo stanno infatti dando la cartellonistica, i dissuasori e vari interventi adottati per segnalare i pericoli e indurre gli automobilisti a ridurre la velocità».

La polizia provinciale è inoltre intervenuta in modo deciso per affrontare il tema degli incidenti provocati da animali selvatici. A tale proposito sono stati sperimentati dissuasori luminosi e sonori, che hanno lo scopo di disturbare gli animali selvatici e allontanarli dalle strade.

STRADE A RISCHIO

Nel passato, i tratti più pericolosi (con un alto rischio d’incidenti) sono stati la zona pedecollinare, in particolare la strada provinciale tra Roncolo e Montecavolo di Quattro Castella, e la strada provinciale 12 tra Sant’Ilario e Montecchio.

Gli anni più critici sono stati gli anni 2000, in cui il numero dei caprioli è cresciuto a dismisura e gli animali si sono avvicinati sempre di più ad abitazioni e strade a scorrimento veloce, come le tangenziali.

GLI ANNI CRITICI

«Gli incidenti – spiega il comandante Ferrari – sono stati in continuo aumento dal 2000 al 2010, ed è solo in quest’ultimo anno che vi è stato il dato record clamoroso di 574 incidenti con ungulati selvatici. Poi la sinistrosità è andata scemando progressivamente, fino agli attuali circa 300 incidenti l’anno. Il calo complessivo è dovuto soprattutto al calo relativo alla specie capriolo, la cui popolazione è stata ridimensionata dall’ampliamento delle possibilità di caccia. Per la specie cinghiale (che rappresenta però meno del 10% degli incidenti complessivi) invece negli ultimi anni vi è stato un aumento, ma aspettiamo ancora di vedere i dati definitivi 2018».

Perciò, ad aiutare è stato anche il Piano faunistico che ha portato i suoi risultati, con l’apertura della caccia per quasi tutto l’anno per il capriolo e per alcuni mesi per il cinghiale.

volpi e nutrie

A causare incidenti anche l’aumento della popolazione di specie come la volpe e la nutria.

A questo proposito il comandante della polizia provinciale Lorenzo Ferrari precisa: «Per quanto riguarda il tema nutria e volpe, vi sono specifiche attività di controllo numerico messe in atto tutto l’anno da personale autorizzato. Specialmente per la nutria l’obiettivo legislativo è l’eradicazione della specie dall’intero territorio, trattandosi di animale alloctono che crea problemi agli equilibri ecologici, oltre che alle attività agricole e alla sicurezza della rete idraulica. Per la volpe, invece, si tratta solo di controllare il numero in particolari realtà territoriali».

azioni congiunte

Da ricordare, che il Piano sostituisce i nove piani faunistici-venatori provinciali ed è valido fino al 2023 su tutto il territorio.

«I dati sugli incidenti stradali provocati dagli animali sono positivi – conclude comandante Ferrari –. Un risultato ottenuto grazie alle azioni di monitoraggio e contenimento di alcune specie, la recinzione delle aree stradali a rischio ed altre misure. La guardia deve però rimanere alta. Per quanto riguarda gli orari degli incidenti gli automobilisti devono prestare particolare attenzione all’alba e al tramonto». —

Daniela Aliu

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