Incidenti con animali selvatici caccia e dissuasori li riducono
Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale, fa il punto sul fenomeno «L’aumento degli anni passati era dovuto alla sovrappopolazione dei caprioli»
QUATTRO CASTELLA. Gli incidenti stradali sono da tempo in diminuzione, nella nostra provincia. Sono tanti i fattori che concorrono a determinare questa tendenza. «Una diminuzione dovuta anche alle misure importanti prese dalla polizia provinciale – spiega il comandante Lorenzo Ferrari –. Un contributo lo stanno infatti dando la cartellonistica, i dissuasori e vari interventi adottati per segnalare i pericoli e indurre gli automobilisti a ridurre la velocità».
La polizia provinciale è inoltre intervenuta in modo deciso per affrontare il tema degli incidenti provocati da animali selvatici. A tale proposito sono stati sperimentati dissuasori luminosi e sonori, che hanno lo scopo di disturbare gli animali selvatici e allontanarli dalle strade.
STRADE A RISCHIO
Nel passato, i tratti più pericolosi (con un alto rischio d’incidenti) sono stati la zona pedecollinare, in particolare la strada provinciale tra Roncolo e Montecavolo di Quattro Castella, e la strada provinciale 12 tra Sant’Ilario e Montecchio.
Gli anni più critici sono stati gli anni 2000, in cui il numero dei caprioli è cresciuto a dismisura e gli animali si sono avvicinati sempre di più ad abitazioni e strade a scorrimento veloce, come le tangenziali.
GLI ANNI CRITICI
«Gli incidenti – spiega il comandante Ferrari – sono stati in continuo aumento dal 2000 al 2010, ed è solo in quest’ultimo anno che vi è stato il dato record clamoroso di 574 incidenti con ungulati selvatici. Poi la sinistrosità è andata scemando progressivamente, fino agli attuali circa 300 incidenti l’anno. Il calo complessivo è dovuto soprattutto al calo relativo alla specie capriolo, la cui popolazione è stata ridimensionata dall’ampliamento delle possibilità di caccia. Per la specie cinghiale (che rappresenta però meno del 10% degli incidenti complessivi) invece negli ultimi anni vi è stato un aumento, ma aspettiamo ancora di vedere i dati definitivi 2018».
Perciò, ad aiutare è stato anche il Piano faunistico che ha portato i suoi risultati, con l’apertura della caccia per quasi tutto l’anno per il capriolo e per alcuni mesi per il cinghiale.
volpi e nutrie
A causare incidenti anche l’aumento della popolazione di specie come la volpe e la nutria.
A questo proposito il comandante della polizia provinciale Lorenzo Ferrari precisa: «Per quanto riguarda il tema nutria e volpe, vi sono specifiche attività di controllo numerico messe in atto tutto l’anno da personale autorizzato. Specialmente per la nutria l’obiettivo legislativo è l’eradicazione della specie dall’intero territorio, trattandosi di animale alloctono che crea problemi agli equilibri ecologici, oltre che alle attività agricole e alla sicurezza della rete idraulica. Per la volpe, invece, si tratta solo di controllare il numero in particolari realtà territoriali».
azioni congiunte
Da ricordare, che il Piano sostituisce i nove piani faunistici-venatori provinciali ed è valido fino al 2023 su tutto il territorio.
«I dati sugli incidenti stradali provocati dagli animali sono positivi – conclude comandante Ferrari –. Un risultato ottenuto grazie alle azioni di monitoraggio e contenimento di alcune specie, la recinzione delle aree stradali a rischio ed altre misure. La guardia deve però rimanere alta. Per quanto riguarda gli orari degli incidenti gli automobilisti devono prestare particolare attenzione all’alba e al tramonto». —
Daniela Aliu
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