Gazzetta di Reggio

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BAISO 

Scultura di Vasco Montecchi rubata nel “museo diffuso”

Adriano Arati

Furto nella notte tra venerdì e sabato: è sparito un volto barbuto in terracotta Lo scultore: «È un lavoro firmato, difficile da piazzare senza generare sospetti»

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BAISO. Il mistero della scultura sparita. Lo sta vivendo il piccolo e suggestivo borgo di Castagneto, sede del “museo diffuso” dedicato al celebre scultore Vasco Montecchi, nato proprio nel paesino.

Dal 2014 Castagneto ospita numerose opere di Montecchi, esposte all’aperto e sistemate nelle case. Una di queste, una maschera di terracotta trasformata in un volto barbuto, è sparita nella notte fra venerdì e sabato, strappata dalla parete della vecchia abitazione affacciata sulla via in cui era sistemata. La sottrazione è stata scoperta solo nei giorni seguenti, quando uno dei pochi abitanti del paesino ha notato l’assenza. Basandosi sui ricordi dei residenti, l’ultimo momento in cui l’opera era sicuramente fissa era venerdì sera. Il furto è quindi avvenuto probabilmente nella notte fra venerdì e sabato, con i l buio. La maschera era sulla strada, sistemata ad altezza d’uomo, e non era certo impossibile estrarla dal suo alloggio. Nessuno ha sentito niente. Alcuni cani hanno sicuramente abbaiato, ma Castagneto è in aperta campagna, dove il passaggio di animali è costante e quindi nessuno dei presenti si è particolarmente allarmato al riguardo. Ora rimangono il mistero e l’amarezza per il gesto.

Chi prova a smorzare i toni è proprio Vasco Montecchi: «Se mi ha rubato un’opera vuol dire che stima il mio lavoro – dice l’artista con un sorriso –. Non è la prima volta che mi succede una cosa simile».

«Non si sa se in realtà sia stato un gesto vandalico o che altro – prosegue Montecchi – non penso sia un furto finalizzato a vendere la maschera. Il lavoro è firmato, io sono abbastanza conosciuto e sarebbe difficile piazzare la maschera senza generare sospetti. Mi dispiace soprattutto per gli abitanti del borgo, sempre così attenti e appassionati; non è bello nei loro riguardi. Se è un mio ammiratore, comunque, non è particolarmente intelligente: anche se non avesse avuto i soldi, sarebbe bastato venire a chiedermi l’opera: gliela avrei regalata».

«Siamo amareggiati, ci dispiace anche perché è la prima sparizione in oltre quattro anni di apertura», commenta Lorenzo Montecchi dell’associazione Cast, che gestisce il museo diffuso.

«Non abbiamo sentito nulla, venerdì notte, e non si riesce a capire quale sia la motivazione. Ci dispiace molto per Vasco, anche se lui, come sempre, è il primo a sorridere di queste cose».

È stata presentata la denuncia contro ignoti ai carabinieri di Baiso. «C’è davvero dispiacere – sottolinea il sindaco Fabrizio Corti –. Il museo diffuso è un’eccellenza di tutta la montagna, e atti simili lasciano amareggiati. Faremo tutto il possibile per capire cosa è accaduto». —

Adriano Arati

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