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VILLA MINOZZO 

«I valori di don Pasquino per noi sono ancora attuali»

«I valori di don Pasquino per noi sono ancora attuali»

I sindaci commemorano a Tapignola il sacerdote medaglia d’oro al valor militare Sassi: «Ha lanciato un messaggio forte e ha catalizzato la gente attorno a sé»

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VILLA MINOZZO. A Tapignola di Coriano domenica scorsa si sono svolte le celebrazioni per il settantacinquesimo anniversario della fucilazione di don Pasquino Borghi, medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

La messa in ricordo di don Pasquino è stata officiata da don Fernando Imovilli, che durante l’omelia ha sottolineato l’importanza della memoria, di ricordare tanto le cose belle come quelle brutte, «dalle quali prendere le distanze se vogliamo migliorare come cristiani e lavorare sul cuore come si lavora la terra».

Attorno all’altare, tante bandiere e gonfaloni di Comuni e associazioni “vicine” agli ideali tracciati da don Pasquino Borghi. Hanno partecipato Danilo Manari, sindaco di Ventasso e consigliere delegato della Provincia; Paolo Fuccio, sindaco del Comune di San Martino in Rio, di cui è originario anche don Fernando Imovilli; Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione Appennino reggiano; Vincenzo Volpi, sindaco di Toano; Fabio Ruffini, sindaco di Vetto; Rino Simonetti, sindaco di Molazzana (Lucca); Emanuela Caselli, presidente del consiglio comunale di Reggio; Josè Ghislieri, comandante della Compagnia carabinieri di Castelnovo Monti; i famigliari di don Pasquino, tutti riuniti in un “grazie” collettivo dal sindaco del Comune di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi.

«Ricordiamo che il Comune di Villa Minozzo ha tre medaglie d’oro e una d’argento, segno degli uomini forti del territorio – ha detto lo stesso Fiocchi – uomini da non dimenticare, assieme a quelli che persero la vita al poligono a Reggio Emilia, come Enrico Zambonini, anarchico, con degli ideali, che ha dato tanto per la Resistenza. Ricordiamo i sette fratelli Cervi: uomini giovani e pieni di speranza che si sono sacrificati. Ricordiamo gli ebrei nel Giorno della Memoria con la consapevolezza che queste cose non devono accadere, e ricordiamo i 600mila soldati che preferirono morire pur di non aderire alla repubblica di Salò. Ricordiamoci i tanti uomini e le tante donne che andiamo a commemorare nei nostri territori, e ricordiamo le atrocità commesse dai tedeschi in ritirata. Ricordiamo la storia e chi sta dalla parte giusta».

Il presidente dell’Alpi-Apc e curatore del cerimoniale, Elio Ivo Sassi, ha voluto ringraziare «le scuole, la dirigente scolastica Giuseppina Gentili e il vicepreside Emanuele Ferrari, sempre disponibili ad accompagnare gli studenti nell’insegnamento dei difficili anni della Resistenza. Don Pasquino ha lanciato un messaggio forte, anche se la sua permanenza in questi luoghi è stata breve. Ha comunque saputo catalizzare attorno a sé una popolazione attratta dai suoi valori che tutt’ora, a settantacinque anni di distanza, porta avanti con orgoglio e dedizione». —

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