Stalking, salta l’accusa per ritiro della querela Assolto l’imprenditore
CASINA. Si è ricomposta ieri, in udienza preliminare, la vicenda che riguarda due ex conviventi.
Un imprenditore di 48 anni – difeso dall’avvocato Roberto Sutich (nella foto)– era accusato di stalking e tentata rapina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’ex compagno, al culmine di una scenata di gelosia, aveva afferrato con forza il braccio per immobilizzare la donna e prenderle in cellulare. Ma non era riuscito nell’intento. Dimostrando però di poter arrivare a una violenza fisica che ha spaventato ulteriormente la donna. Dopo la separazione – avvenuta nel settembre 2017 – l’uomo ha iniziato ad avere nei confronti dell’ex moglie comportamenti molesti e insistenti, intensificati quando la donna ha intrapreso una nuova relazione sentimentale. Nell’ultimo periodo si era rivelato anche violento e questo ha indotto la donna a denunciarlo. Da questi antefatti, tante cose sono però cambiate.
CERCATO UN DIALOGO
I due ex conviventi sono riusciti a ritrovare un minimo di dialogo – di mezzo vi sono anche due figli – e la donna si è poi decisa a ritirare la querela a metà dicembre. Una “mossa” che ha comunque tenuto in piedi il procedimento, in quanto di mezzo c’era anche l’aggravante della tentata rapina del cellulare. In udienza, davanti al gup Ghini, l’avvocato Sutich ha dato una connotazione diversa a quell’episodio: «Una discussione fra loro, peraltro pacata, senza nessuna intenzione da parte del mio assistito di rapinare l’ex compagna del telefonino, solo non voleva che filmasse con il cellulare all’interno dell’azienda dove i due si erano contrapposti».
L’EFFETTO DOMINO
Da qui – per la difesa – l’individuazione di un reato diverso, cioè l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Una tesi difensiva che ha convinto non solo il pm Piera Giannusa (nella foto ) sulla derubricazione del reato, ma anche il gup Ghini. E in una sorta di effetto domino sono cadute entrambe le accuse, perché l’esercizio arbitrario delle proprie ragione è perseguibile solo a querela di parte, ma nel frattempo la donna ha ritirato la denuncia. Stesso discorso per lo stalking, ora privo dell’aggravante. Da qui il proscioglimento dell’imputato.
«In udienza le parti si sono impegnate – commenta al termine Sutich – per comprendere come sono andati esattamente i fatti sul piano oggettivo, valutando anche l’elemento psicologico del reato». —
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