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BAGNOLO 

Truffa alle Poste private «Il timbro usato era fasullo mai pagate quelle bollette»

T.S.
Truffa alle Poste private «Il timbro usato era fasullo mai pagate quelle bollette»

In udienza il luogotente Cafeo racconta gli esiti dell’inchiesta sull’agenzia aperta inizialmente a Bagnolo  e poi spostata a Reggio Emilia

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BAGNOLO. Ancora una “puntata” – in tribunale a Reggio Emilia – sul caso dell’agenzia privata “Qui Poste” che vede come imputate sia la titolare Anna Maria Aquino (presente in udienza ed assistita dall’avvocato Mario Ferretti), sia la dipendente Tamara Toni (difesa d’ufficio dal legale Luigi Scarcella).

Sono entrambe accusate di truffa aggravata, appropriazione indebita e falsità materiale. Imputazioni che sono il risultato di un’indagine dei carabinieri su quell’ufficio in cui fra gennaio e marzo 2013 erano spariti quasi 16mila euro e l’attività era stata velocemente chiusa. I militari avevano indagato sulla scia di 76 denunce da parte degli utenti di quell’ufficio che lamentavano il mancato pagamento di bollette e utenze.

LA DEPOSIZIONE

Ieri è stato sentito in aula il luogotenente Domenico Cafeo che, come comandante della stazione dei carabinieri di Bagnolo, ha seguito personalmente l’inchiesta: «Quando siamo partiti con l’indagine e la relativa perquisizione l’ufficio nella galleria della Rocca era già stato chiuso a Bagnolo – spiega il militare davanti al giudice Sarah Iusto – per essere trasferito a Reggio Emilia. E lì abbiamo trovato, dentro ad una stanza che fungeva da deposito, in uno scatolone sigillato, diverse bollette con un timbro che sembrava quello dell’ufficio postale di San Maurizio, ma in realtà fasullo, solo somigliante perché certi codici non corrispondevano. Bollette e raccomandate che risultavano pagate ma non lo erano e nemmeno spedite». Poi il luogotenente Cafeo entra nei dettagli di come, dalla ricostruzione fatta nelle indagini, veniva gestita l’agenzia. «Da quello che ci risulta dal febbraio 2012 sino al 21 gennaio 2013 l’ufficio funzionava perfettamente e vi operava un’altra impiegata. Poi in agenzia è arrivata come impiegata la Toni che teneva con sè al lavoro il figlio piccolo e lo allattava, come ci hanno raccontato diverse persone che hanno presentato la denuncia. La titolare Aquino durante il giorno, invece, non c’era».

UDIENZA-MARATONA

Esaurita la deposizione del militare, il processo è stato rinviato al 4 luglio quando l’udienza si tramuterà in un’autentica maratona, in quanto testimonieranno ben 25 persone che hanno presentato denuncia. C'è chi lamenta bollette non pagate dell'Enel, di Iren, della Siae. Sono per lo più commercianti bagnolesi che hanno attività in centro, lavoratori che già hanno i loro bei guai con la crisi, ma anche anziani che ogni mese cercano di far quadrare i conti con una misera pensione. Il ritornello è sempre quello: «Ci siamo fidati, ma quando abbiamo capito che qualcosa non quadrava e visto che l'agenzia era stata chiusa ci siamo sentiti presi in giro».

T.S.

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