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Attentato incendiario a Cadè, i residenti con gli estintori in mano avvolti da fumo e cenere

Leonardo Grilli
Attentato incendiario a Cadè, i residenti con gli estintori in mano avvolti da fumo e cenere

Alcuni residenti di via Valvitelli sono scesi in strada e hanno tentato invano di domare le fiamme che uscivano dalle auto. Ingenti i danni economici, ora si pensa «di chiedere al Comune le telecamere»

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REGGIO EMILIA. Negli occhi hanno la paura, in testa molte domande. I residenti di via Vanvitelli, stradina chiusa incastonata fra la parrocchia di San Giacomo Maggiore, la scuola primaria Valeriani e un piccolo parco, sono sconvolti il giorno dopo l’attentato incendiario che ha coinvolto la loro piccola comunità. Lì, a Cadè, si conoscono tutti, tutti si chiamano per nome e, già dalle prime ore del mattino, è un via vai di persone che si incontrano davanti alle carcasse bruciate delle macchine.

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Ci sono anche i proprietari delle auto, preoccupati e comprensibilmente poco inclini a parlare, ma tutti, assicurano, non hanno mai subìto minacce né avuto problemi con la giustizia. Una circostanza confermata anche dalle prime indagini della Mobile. Sono stati loro, i proprietari, i primi a scendere in strada.

«Il mio vicino proprietario della Volkswagen blu – racconta un pensionato, storico residente di via Vanvitelli – ha preso l’estintore che teniamo nei garages e ha cercato di spegnere il fuoco. La sua, tra l’altro, è una macchina a metano e poco distante era parcheggiata un’auto a Gpl che aveva appena fatto il pieno».

L’ansia del proprietario della Touran di spegnere l’incendio era motivato da un’altra ragione, assai comprensibile: quella macchina l’aveva comprata appena tre mesi fa e, oltre al seggiolino della sua nipotina, aveva anche il baule pieno. Qualcosa è stato salvato dai vigili del fuoco ma, purtroppo, per la macchina non c’è stato nulla da fare. «Se non altro le macchine non sono esplose – si consolano i residenti – poteva essere un disastro ben peggiore».

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Quello che apparentemente nessuno, in via Vanvitelli, sa spiegarsi è il perché di un gesto simile: «Abito qui da trent’anni, da quando c’erano pochissime case – spiega ancora l'anziano – e non è successo mai nulla, è una strada che è sempre stata molto tranquilla. Un gesto del genere non me lo so spiegare, ci conosciamo tutti, tutti hanno un lavoro, gli stranieri che abitano qui sono persone squisite perfettamente inserite».

L’ipotesi prevalente, almeno fra i residenti, pare quella «del gesto vandalico fine a sé stesso – prosegue il pensionato – ogni tanto capita che qualche ragazzo ubriaco passi di qui. Io sono rientrato a casa a mezzanotte meno dieci e la strada era deserta, non c’era nessuno. Poi, pochi minuti dopo, gli allarmi delle auto hanno iniziato a suonare e ci hanno allertato. Certo che è strano, ieri hanno sparato contro il ristorante a Cadelbosco, oggi questo... ».

Nonostante via Vanvitelli sia sempre stata tranquilla, ora però c’è chi vuole misure di sicurezza rafforzate nella zona: «Credo che organizzeremo un comitato – conclude il residente – per chiedere al Comune di installare delle telecamere di sicurezza in strada, se ci fossero state forse ora i nomi degli autori si saprebbero già».

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