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Campagna elettorale a Reggio Emilia, polemiche “in Lamborghini” sull’apertura della Ztl alle auto

Note stampa (dei grillini) e ironie social (della Giunta) bocciano l’idea di Salati. La risposta del candidato del centrodestra: «Sapremo fare meglio di loro»


02 febbraio 2019 Leonardo Grilli


REGGIO EMILIA. I toni sono fra il serio e il faceto ma la questione in realtà è dirimente, forse la prima davvero concreta affrontata in questa campagna elettorale appena iniziata: l’apertura del centro storico alle auto, paventato dal candidato del centrodestra Roberto Salati, è l’espressione di una visione di città opposta rispetto a quanto portato avanti dalla Giunta Vecchi.

Dopo mesi durante i quali la parola principe è stata “pedonalizzazione”, dopo l’installazione dei nuovi pilomat ormai prossimi – pare – all’attivazione e le restrizioni alle concessioni di permessi per la Ztl, Salati ha ribaltato la prospettiva riprendendo un tam tam che si legge spesso nei gruppi Facebook reggiani, soprattutto quelli vicini alla destra e al centrodestra.

«Noto con grande amarezza – ha dichiarato l’imprenditore immobiliare – che il centro storico è terra di nessuno. Sarà mio compito rilanciarlo sia dal punto di vista commerciale, con riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico e individuando orari di apertura della Ztl, sia dal punto di vista residenziale eliminando il degrado e aumentando il numero dei parcheggi». Frasi che non sono state ben digerite in Giunta.

La miccia è stata accesa, non a caso, dall’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, primo sponsor della pedonalizzazione del centro. «In effetti viene da farsi una domanda – scrive ironicamente Tutino su Facebook, in riferimento alla passione di Salati per le macchine sportive – quanto ci metterà una Lamborghini per andare da San Pietro a Santo Stefano e ritorno se non trova inutili minibù, pedoni, ciclisti e divieti di vario tipo ad intralciare la sua strada?».

La risposta di Salati non si è fatta attendere: «Tutino ci accusa di voler correre con una Lamborghini da San Pietro a Santo Stefano. Questo è il livello del dibattito con un assessore che, con le sue scelte scellerate, ha bloccato Reggio. Oggi ci troviamo davanti ad una sfida concreta: fare ripartire questa città». Insomma, conclude l’aspirante sindaco, «niente scene da film, una città che guardi alle esperienze di Parma e di Piacenza e che ne sappia far tesoro. La nostra idea prevede l’apertura in zone precise, così da ridare senso al centro storico. Noi sapremo fare sicuramente meglio di quanto fatto da Tutino ed ancor prima da Gandolfi».

Infine sulla vicenda si è inserita anche la candidata sindaco dei 5 stelle, Rossella Ognibene, anch’essa contro la proposta di Salati: «Aprire la Ztl è un’idea vecchia di 30 anni, gemella dello spreco “Park Vittoria” “donatoci” da Delrio-Vecchi-Spadoni-Magnani. Una proposta che va in direzione contraria a tutte le esperienze più avanzate d’Europa».

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