Rogo alla campina, gli sfollati cercano casa
L’appello dei sopravvissuti all’incendio che ha distrutto 15 roulottes dietro la parrocchia di San Giacomo: «Aiutateci»
«Lanciamo un appello a chiunque possa darci una mano, privati o associazioni: stiamo cercando un mini appartamento oppure locali sfitti in casolari, siamo in grado di pagare un affitto, purché calmierato».
La richiesta di aiuto proviene da Abdel, uno dei quattro sopravvissuti in cerca di un tetto dopo il maxi incendio di Masone che, nella notte tra mercoledì e giovedì, ha distrutto la campina di via Asseverati, a fianco della chiesa di San Giacomo, a Masone.
Un inferno di fuoco – originato pare dal corto circuito elettrico di una roulotte vuota –, con scoppi a ripetizione provocati dall’esplosione di bombole a gpl, che ha distrutto la fila di catapecchie tra il cimitero e il parcheggio.
Su una quindicina di rifugi di fortuna, tra roulotte datate e tuguri costruiti con onduline metalliche e pannelli di truciolato, se n’è salvata solo una.
L’INCONTRO
Ieri mattina si è svolto un incontro tra Caritas, Servizi sociali del Comune e i quattro sfollati. In realtà ne sono rimasti tre, visto che il quarto ha trovato una sistemazione alternativa: padre e figlio di 24 e 55 anni e un terzo 45enne, tutti uomini, marocchini, con permesso di soggiorno, il terzo con la cittadinanza italiana da dodici anni.
L’incontro ha raccolto le esigenze e sondato il terreno ma per ora gli sfollati resteranno ospiti della canonica di don Emanuele Benatti. «Caritas e Servizi sociali sono al lavoro per trovare una soluzione di lungo periodo per queste persone. Nel frattempo resteranno a Masone: non sono in mezzo ad una strada ha dichiarato il vicesindaco Matteo Sassi – parliamo di adulti, in regola, con lavori saltuari: una tipologia che di solito non viene presa in considerazione dai Servizi sociali, ma vista la straordinarietà della situazione vedremo di fornire una risposta. Non è facile in questo periodo di freddo e di strutture piene».
«SIAMO PREOCCUPATI»
Ma il 24enne Abdel è poco speranzoso: «Per adesso aspettiamo, in attesa di novità. Se non ci danno una mano non abbiamo altre possibilità, non conosciamo nessuno. Ci hanno fatto intendere che, se riusciremo a trovare in autonomia un appartamento privato, ci potrebbero dare un contributo per l’affitto».
Da qui l’appello del figlio, soprattutto per il padre che lavora qualche ora al giorno in una stalla: «Siamo in difficoltà e sono preoccupato per mio padre. Mi rivolgo a qualche azienda agricola che abbia stanze vuote. Un mini appartamento andrebbe benissimo: purtroppo possiamo pagare al massimo 250 euro di affitto». —
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