Tanta pioggia dopo la nevicate Chiusura per la Gatta-Pianello
Ordinanza urgente del Comune per il rischio che il Secchia si mangi la pista Temperature in aumento: corsi d’acqua monitorati, tenuta idrogeologica a rischio
VILLA MINOZZO. Nuova chiusura al transito per la pista Gatta-Pianello.
L’ORDINANZA
Viste le condizioni metereologiche ad alto rischio cedimento, il Comune di Villa Minozzo ha emanato un provvedimento di blocco del passaggio sul percorso a fianco del fiume Secchia fra la Gatta e il Pianello, storicamente uno dei punti più delicati della montagna reggiana. La pista corre proprio a fianco del Secchia e in tante occasioni il fiume l’ha invasa e ha “mangiato” intere porzioni della carreggiata.
Le nevicate dei giorni scorsi, unite all’innalzamento delle temperature e alla pioggia battente di venerdì, hanno aumentato e non poco la portata del corso d’acqua. Il pericolo di allagamento e erosione dell’alveo, e quindi della pista, è tornato improvvisamente elevato. Da qui la decisione del Comune villaminozzese. Le transenne di sbarramento e le segnalazioni sono state sistemate ai due accessi del tracciato, a San Bartolomeo vicino a Gatta e al ponte del Pianello, dietro alla Pietra di Bismantova. L’unico modo per raggiungere le fonti di Poiano, il bel complesso con ristorante proprio a metà della pista, rimane ora la stretta strada che parte dal borgo di Poiano, a monte dell’area pianeggiante. La chiusura potrebbe mettere in difficoltà il trasporto scolastico.
Il provvedimento prudenziale verrà annullato al ripristino delle condizioni minime di sicurezza.
La Gatta-Pianello, per la sua posizione, è a costante rischio idrogeologico, e ogni anno viene chiusa al traffico in diverse occasioni. Al di là della contingenza, questo è un segnale di un’emergenza potenzialmente più ampia.
Dopo una prima parte di invero secca, con poche nevicate e ancora meno pioggia, ora si assiste a un rapido scioglimento di gran parte della ghiaccio e della coltre bianca che comunque si erano accumulate nella parte più elevata dell’Appennino.
Il massiccio carico di acqua previsto porterà all’ingrossamento di tutti i fiumi e i torrenti, a partire da Secchia, Tresinaro ed Enza. I corsi sono già monitorati, per ora non vi sono situazioni particolarmente allarmanti, ma per un quadro completo occorrerà attendere l’arrivo a valle, negli snodi più fragili, della “massa” liquida più corposa.
TENUTA IDROGEOLOGICA
Il secondo tema è la tenuta idrogeologica del terreno, sottoposto a mesi bizzarri: periodi molto freddi, ben sotto allo zero, alternati a bruschi innalzamenti delle temperature e a precipitazioni piovose. Non proprio l’ideale per le decine di frane e di cedimenti che da sempre punteggiano il nostro Appennino, piuttosto fragile da questo punto di vista; le situazioni a rischio sono aumentate progressivamente con lo spopolamento e quindi con l’abbandono dell’agricoltura nei campi e nei boschi, tornati sempre più “selvaggi”.
L’allerta rimane alta, nelle prossime settimane potrebbero esserci altri sbalzi forti, con giornate vicine ai meno 10 gradi seguite da improvvise mitezze climatiche. — Adriano Arati
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