Con gli estintori in mano avvolti da fumo e cenere
Alcuni residenti scesi in strada hanno tentato invano di domare le fiamme Ingenti i danni economici, ora si pensa di chiedere al Comune le telecamere
reggio emilia. Negli occhi hanno la paura, in testa molte domande. I residenti di via Vanvitelli, stradina chiusa incastonata fra la parrocchia di San Giacomo Maggiore, la scuola primaria Valeriani e un piccolo parco, sono sconvolti il giorno dopo l’attentato incendiario che ha coinvolto la loro piccola comunità. Lì, a Cadè, si conoscono tutti, tutti si chiamano per nome e, già dalle prime ore del mattino, è un via vai di persone che si incontrano davanti alle carcasse bruciate delle macchine: «Come state? Ci sono feriti? No, ma quello è il furgone del pittore?».
estintori e paura
Ci sono anche i proprietari delle auto, preoccupati e comprensibilmente poco inclini a parlare, ma tutti, assicurano, non hanno mai subìto minacce né avuto problemi con la giustizia. Una circostanza confermata anche dalle prime indagini della squadra mobile. Sono stati loro, i proprietari, i primi a scendere in strada.
«Il mio vicino proprietario della Volkswagen blu – racconta un pensionato, storico residente di via Vanvitelli – ha preso l’estintore che teniamo nei garage e ha cercato di spegnere il fuoco. La sua, tra l’altro, è una macchina a metano e poco distante era parcheggiata un’auto a gpl, con il pieno appena fatto».
L’ansia del proprietario della Touran di spegnere l’incendio era motivata da un’altra ragione, assai comprensibile: quella macchina l’aveva comprata appena tre mesi fa e, oltre al seggiolino della sua nipotina, aveva anche il baule pieno. Qualcosa è stato salvato dai vigili del fuoco ma, purtroppo, per la macchina non c’è stato nulla da fare. «Se non altro le macchine non sono esplose – si consolano i residenti – poteva essere un disastro ben peggiore».
le domande
Quello che apparentemente nessuno, in via Vanvitelli, sa spiegarsi è il perché di un gesto simile: «Abito qui da trent’anni, da quando c’erano pochissime case – spiega ancora l’anziano – e non è successo mai nulla, è una strada che è sempre stata molto tranquilla. Un gesto del genere non me lo so spiegare, ci conosciamo tutti, tutti hanno un lavoro, gli stranieri che abitano qui sono persone squisite e perfettamente inserite».
L’ipotesi prevalente, almeno fra i residenti, pare quella «del gesto vandalico fine a se stesso – prosegue il pensionato – ogni tanto capita che qualche ragazzo ubriaco passi di qui. Io sono rientrato a casa a mezzanotte meno dieci e la strada era deserta, non c’era nessuno. Poi, pochi minuti dopo, gli allarmi delle auto hanno iniziato a suonare e ci hanno allertato. Certo che è strano, ieri hanno sparato contro il ristorante a Cadelbosco, oggi questo... ».
telecamere
Nonostante via Vanvitelli sia sempre stata tranquilla, ora però c’è chi vuole misure di sicurezza rafforzate nella zona: «Credo che organizzeremo un comitato – conclude il residente – per chiedere al Comune di installare delle telecamere di sicurezza in strada, se ci fossero state forse ora i nomi degli autori si saprebbero già». —
Leonardo Grilli
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