Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta 

Indaga la squadra mobile partendo dai proprietari

L.G

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reggio emilia. Sono tutti incensurati e tutti hanno negato di aver subìto minacce recentemente o in passato. La squadra mobile, che sta indagando sull’attentato incendiario di Cadè, parte però proprio da qui: dai nomi dei proprietari delle macchine distrutte, per cercare di risalire alle motivazioni di un gesto la cui natura dolosa non lascia dubbi.

Al momento nessuno è indagato né sospettato ma risalire alla rete di relazioni, amicizie ed eventuali dissidi abitualmente è il primo passo da compiere in indagini su fatti di questo tipo.

Fondamentali per la Mobile saranno poi gli elementi raccolti dalla polizia scientifica, intervenuta sul posto una volta domate le fiamme, anche se né loro né i vigili del fuoco hanno trovato sul momento prove di cosa sia stato utilizzato per accendere i tre roghi.

Solo i risultati delle analisi di laboratorio potranno rivelare il liquido – forse benzina o alcol – probabilmente versato sui sedili e usato per far partire le fiamme.

Infine qualche indizio potrebbe arrivare dalle telecamere comunali installate a Villa Cadè, telecamere di cui purtroppo via Vanvitelli è priva.

Tutte le piste, per ora, sono comunque aperte: sia quella di un gesto vandalico fine a se stesso, una bravata compiuta da qualcuno forse ubriaco o drogato, che un gesto intimidatorio o una vendetta nei confronti di qualcuno che abita in quella strada. —

L.G

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