Gazzetta di Reggio

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Secchia vigilato speciale anche i sindaci in pista per gestire l’emergenza

Adriano Arati

Tresinaro sempre sotto i livelli di guardia Collegamenti stradali aperti chiuse le piste ciclabili Alle 7 il pericolo è cessato

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Una lunga notte di sorveglianza e di presidi, passata fra tanti timori prima del sospiro di sollievo finale. L’hanno passata decine di operatori, amministratori pubblici e addetti nel comprensorio reggiano fra le vallate del Tresinaro e del Secchia, una delle zone più delicate dal punto di vista idrografico dopo le forti precipitazioni piovose di venerdì.

Per due giorni, dalla mattina alla sera, la montagna è stata battuta dalle piogge, che hanno sciolto la neve accumulata e aumentato rapidamente la portata dei vari corsi d’acqua, ingrossandoli man mano che scendevano verso valle.

Se il Tresinaro è sempre rimasto dentro ai livelli di guardia, la situazione del Secchia era invece monitorata con preoccupazione perché l’innalzamento era decisamente significativo, ai limiti dei parametri di emergenza.

Alla fine il sistema preventivo ha tenuto, ma chiaramente nella notte fra venerdì e ieri il lavoro da fare è stato tanto. Dal pomeriggio le amministrazioni comunali avevano lanciato avvisi alla massima precauzione, invitando soprattutto ad evitare camminate a piedi lungo le tante piste presenti a fianco dei torrenti e dei canali presenti.

Nello Scandianese tutti gli occhi erano sul Tresinaro, che però non ha lasciato regali sgraditi. Il grande timore era concentrato sul Secchia, nel tratto che da Castellarano discende verso Casalgrande e poi verso Rubiera, dove il fiume entra definitivamente in territorio modenese, prima di affluire nel Po.

I sindaci Alberto Vaccari, Giorgio Zanni ed Emanuele Cavallaro, rispettivamente primi cittadini di Casalgrande, Castellarano e Rubiera, hanno partecipato alle operazioni assieme ai funzionari comunali e alle forze dell’ordine, aggiornando man mano gli abitanti tramite Facebook.

Già all’altezza della diga di Castellarano il colpo d’occhio era notevole: l’acqua arrivava poderosa e con flusso costante, le varie briglie e gli impianti di deviazione sono stati impegnati a gestire la piena, e la soglia 2, la prima di emergenza, è stata raggiunta nelle prime ore della notte.

I livelli si sono progressivamente alzati ma rimanendo sempre dentro ai limiti, almeno nel Reggiano. Nessun collegamento stradale è stato chiuso, mentre i tragitti ciclopedonali erano già blindati dal pomeriggio.

Con l’acqua che saliva progressivamente, tutti le persone impegnate nell’emergenza hanno continuato a presidiare nei vari punti critici la situazione, pronti alla bisogna ad attivare piani di evacuazione e l’arrivo di mezzi e pompieri per intervenire in tempo. Solo verso le 7 si è potuti tornare ad una relativa calma armata, proseguita per l’intera giornata di ieri. A scopo precauzionale, la bonifica ha deciso di interrompere il transito anche del passaggio per persone e bici di Castellarano, in attesa della riduzione del livello del Secchia. —



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