L’appello lanciato da tre generazioni: «Pentiti dei partiti? Sostenete +Europa»
Le reggiane Layla Yusuf, Stella Borghi e Sara Maarouf: «Non saremo mai al fianco dei sovranisti e del M5s»
REGGIO EMILIA. «Pentiti di tutti i partiti, venite in +Europa». E poi: «Le Amministrative? Non sappiamo ancora se faremo una lista. Di certo non sosterremo il M5s e i partiti sovranisti. Noi siamo europeisti». Sono orgogliose di rappresentare tre generazioni: i 70enni, i 50enni e i 20enni. E sono entusiaste della nuova avventura, partita nei giorni scorsi al Marriott Hotel di Milano, dove il congresso fondativo ha eletto non senza una scia polemica Benedetto Della Vedova primo segretario. Da lista di supporto, con l’aiuto di Centro Democratico, a partito a tutti gli effetti, pronto di certo a correre per le Europee. E con una buona dose di reggiani. Così Layla Yusuf, coordinatrice del gruppo +Europa di Reggio, Stella Borghi, storica radicale reggiana e la 22enne Sara Maarouf, presentano le sfide del partito nato attorno alla figura di Emma Bonino, che dell’ex ministro degli Affari Esteri raccoglie sin dal nome la vocazione europeista.
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Nel congresso, che si è svolto dal 25 al 27 gennaio, sono stati eletti i cento rappresentanti dell’assemblea. Fra questi anche la reggiana Layla Yusuf, di origine somala, presidente dell’Associazione Donne Migranti Italia Somalia, impegnata anche per lavoro ad avere a che fare con progetti internazionali. Yusuf, al congresso in rappresentanza della mozione “Europa in Comune”, è stata sostenuta dal folto gruppo reggiano: circa 2.300 le persone complessivamente presenti al congresso, una trentina delle quali provenienti proprio dalla nostra provincia, una delle delegazioni più numerose. Oltre a alla Yusuf, Borghi e Maarouf, anche l’avvocato Marco Scarpati, storico sostenitore della Bonino, e Giovanni Andrea Ferrari. Ed è proprio il nome della mozione a rappresentare il progetto messo in campo dai reggiani.
«La nostra proposta – spiega Yusuf – è basata sull’autonomia finanziaria dei Comuni, nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione: un’autonomia dei territori in un’Europa federale, dove i Comuni e gli enti locali possano diventare protagonisti». È proprio questa doppia anima uno dei cardini del nuovo partito, soprattutto nella sua declinazione reggiana: «Bisogna riprendere il vecchio progetto degli Stati Uniti d’Europa – aggiunge Stella Borghi – ovvero di un’Europa a federazione leggera: un progetto degenerato poi dalle burocrazie nazionali. Bisogna tornare al progetto originario dei padri fondatori. L’Europa, che viene accusata di tutto, è in realtà anche il nostro futuro, soprattutto di fronte a colossi economici come la Cina. Non si può credere che i singoli Stati, Germania compresa, possano competere. È per questo che serve un’Europa rifondata, come ha provato a fare la Bonino, quando per esempio parlava di un ministro del Mediterraneo in funzione di una frontiera unica e di una politica estera unica».
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Partire dal locale per arrivare all’Europa. E se i motori sono stati già accesi in vista delle Europee del 26 maggio, per quanto riguarda le concomitanti Amministrative è ancora tutto in fase di definizione: «Ora che il partito è nato anche a Reggio, stiamo aspettando il primo incontro con il nuovo segretario, in programma il 16-17 febbraio, per capire quale indirizzo preciso verrà preso per le elezioni. La valutazione di fare una lista per le Comunali verrà presa solo dopo», specifica Yusuf.
In campo anche la giovane Sara Maarouf, studentessa in ingegneria all’Unimore, ex rappresentante dell’Udu, che assicura di non essere l’unica 20enne che ha scelto di mettersi in gioco politicamente con +Europa, sebbene riconosca che la distanza fra i giovani e la politica sia ancora da colmare: «Alle ultime elezioni ho votato il M5s – confessa – ma me ne sono subito pentita. Una scelta sbagliatissima, che mi ha fatto ritrovare un governo con Salvini che sta portando l’Italia alla rovina, accusando gli immigrati di essere l’unico problema del Paese. Io sono italiana di seconda generazione. I miei genitori hanno sempre lavorato e hanno sempre pagato le tasse, crescendo tre figlie che lavorano e studiano. Rappresentiamo la classe del futuro». L’obiettivo comune è uno solo: «Di fronte ai sovranisti, bisogna “pareggiare” con una proposta europeista – spiegano – speriamo che gli elettori riflettano sui rischi che stanno correndo».
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