Gazzetta di Reggio

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Il documento 

«La nostra vita dovrà invadere le istituzioni»

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Nel Pci del 1986, con un’identità ormai in crisi, un gruppo di donne riunito da Livia Turco cerca nel femminismo e nella forza sociale femminile la chiave di una nuova politica. Nasce così la “Carta” itinerante delle donne comuniste. In tutta Italia si moltiplicano incontri, manifestazioni, proposte e nel 1987 moltissime candidate vengono elette in Parlamento nelle liste del maggior partito della sinistra. La Carta era “itinerante” proprio perché doveva viaggiare in tutta la società italiana, incontrare le donne semplici della vita quotidiana, ascoltare la loro voce, raccogliere i loro pensieri per farli pesare nella politica. Nell’introduzione della Carta, Livia Turco scrive: «Noi donne comuniste proponiamo alle donne una alleanza per vincere una scommessa: stabilire un rapporto nuovo tra la nostra vita e la politica, fare in modo che la nostra vita “invada” le istituzioni della politica, i governi, i partiti che li compongono, diventi per loro “materiale ingombrante” li obblighi ad “inciampare” in essa». «Il progetto – spiegò Livia Turco a questo proposito – era la forza delle donne per le donne, ma anche per una trasformazione profonda della società. Bisognava costruire una cultura politica nuova e politiche concrete coerenti. Nuovo pensiero e nuove politiche».



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