Omaggio a Velia, disabile morta a Lourdes
La presidente di Unitalsi: «Aveva programmato tutto, quel viaggio è stato l’ultimo gesto di amore verso la Madonna»
REGGIO EMILIA. Un concerto come sarebbe piaciuto a lei: un inno alla gioia di vivere, nonostante le difficoltà quotidiane, nel segno di Maria. Il concerto è quello in programma domenica 10 febbraio alle 16.30 nella parrocchia di Sant’Agostino, in città, promosso dall’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali), sottosezione di Reggio Emilia; lei è Velia Gallinari, la disabile reggiana morta lo scorso agosto a Lourdes, a 48 anni, al termine del pellegrinaggio organizzato dall’Unitalsi regionale. “Concerto per la vita” è, non a caso, il titolo della manifestazione in ricordo di Velia, un’iniziativa di grande sensibilità e profondo rispetto per la vita. Come ha testimoniato la stessa vita, intensa e devota, di Velia Gallinari le cui preghiere sono state raccolte in un libro che verrà messo in vendita proprio domenica 10 febbraio nei locali della parrocchia di Sant’Agostino: le offerte raccolte saranno destinate all’Unitalsi reggiana.
Il programma
Durante il concerto saranno eseguite “Gloria” di Vivaldi e melodie mariane: protagonisti Paola Tognetti (soprano), Marianna Petrecca (mezzo soprano), il Coro La Corbella, il Coro dei Musicanti dell’Istituto Motti, gli organisti Claudio Cardani e Milo Martani.
La testimonianza
Così Paola Tognetti, presidente provinciale Unitalsi, ricorda l’ultimo pellegrinaggio di Velia. «“Non sono venuta a Lourdes per dormire”. Lo diceva spesso Velia ogni volta che la invitavamo a riposarsi a Lourdes durante i faticosi giorni del pellegrinaggio. Siamo partiti con Velia nella notte tra il 23 e il 24 agosto con il suo furgone attrezzato: Velia, mamma Mara, Carla e io. Un viaggio organizzato fin da marzo, quando ho fatto la proposta a Velia di andare a Lourdes in occasione del pellegrinaggio dell'Unitalsi regionale. Sapevo che erano passati otto anni dall'ultima volta che Velia era stata a Lourdes; otto anni di grosse difficoltà economiche e fisiche, perché la malattia di Velia l’aveva segnata ancora di più e ora non le permetteva di tornare a Lourdes in treno o in aereo, assieme agli altri pellegrini. Ma il suo desiderio di tornare a pregare ai piedi della Madonna era un suo pensiero fisso, un desiderio indicibile. Così la mia proposta ha aperto uno spiraglio di speranza per Velia. Avremmo organizzato un viaggio per lei, in auto, così da superare le difficoltà che l’aveva tenuta lontano da quel traguardo. Quando ne parlammo la prima volta, Velia aveva quasi paura di chiedere il consenso a mamma Mara. Temeva che la risposta sarebbe stata “no”, che quel viaggio in auto sarebbe stato troppo rischioso per le sue fragili condizioni».
I preparativi
«La sera della partenza la gioia di Velia era esplosiva, incontenibile: il suo sogno stava per avverarsi. E per tutto il viaggio di andata, sedici ore, Velia non ha mai manifestato malessere, disagio o stanchezza: ci spronava ad andare avanti. Nessuna sofferenza e mai un lamento: era lei che ci teneva sveglie con la sua voglia di arrivare il prima possibile a Lourdes. All’arrivo nella città santuario, il primo pensiero di Velia è stato quello di andare alla Grotta, direttamente ai piedi della Madonna. Velia ha voluto dire subito un rosario per tutte le persone che si erano affidate a lei». E ancora: «I percorsi di preghiera per i pellegrini e gli ammalati che raggiungono Lourdes con l’Unitalsi sono tantissimi. Velia è riuscita a farli praticamente tutti nonostante le sue condizioni di salute. Con me si è immersa persino nella vasca dei bambini, alle piscine. Indescrivibile è stata la gioia che Velia ha voluto manifestare ringraziando tutti: le Dame, gli addetti alle piscine del Santuario. Nella serata del flambeaux a cui hanno partecipato tutti i pellegrini e gli ammalati arrivati a Lourdes con il treno dell’Unitalsi Emilia Romagna, Velia ha potuto partecipare alla processione e al rosario. L’ho tenuta in braccio sulla gradinata della Cattedrale per permetterle di assistere alla funzione. Il pellegrinaggio è terminato con la funzione del Cero: Velia ha voluto a tutti i costi essere presente anche a questa ultima funzione».
L’Ultima notte
«Ma l’ultima notte di quel pellegrinaggio è stata anche una notte molto agitata. Più di una volta Velia si è chiesta e mi ha chiesto il motivo di quella agitazione che sentiva dentro di sè, anche se ripeteva di sentirsi bene. Verso le quattro del mattino mi ha chiesto di farle il segno della Croce sulla fronte e di abbracciarla forte. Poi mi ha detto: “Ora sto bene, possiamo riposare”. Io e Carla ci siamo coricate nel letto accanto a Velia e lei ha preso sonno. Quando alle cinque del mattino è suonata la sveglia, Velia ha continuato il suo sonno sereno restando in quella Lourdes così tanto desiderata. Mi sono resa conto allora che Velia aveva programmato tutto, quel viaggio è stato il suo ultimo gesto di amore verso la Madonna a cui ha dedicato tutta se stessa». —
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