Un mercato culturale del passato per riempire il vuoto di piazza della Vittoria
Il dibattito sul centro storico di Reggio Emilia e sul suo futuro si arricchisce di un nuovo contributo
intervento
Anna Fontana*
A volte mi sorprendo a considerare quali potrebbero essere gli interventi necessari per migliorare l’utilizzo di Piazza della Vittoria, oggi ribattezzata dai reggiani, con simpatica ironia, “Piazza Tienanmen”.
Per me, mutuando dal nostro Clemente Rebora, è subito diventata la piazza “stupefatta di spazio”, straordinariamente grande e insoluta.
Alla fine mi sono confermata in un pensiero accarezzato da tempo: abbracciata dai Musei Civici, dalla Chiesa di San Francesco, dal Teatro Municipale, dalla Galleria Parmeggiani, dall’Archivio di Stato, dal Teatro Ariosto e Sala Verdi, dal Teatro Cavallerizza e dall’Università di Modena e Reggio, la piazza potrebbe ritrovare la ragione d’essere del suo bel nome, Piazza della Vittoria, solo se diventasse la sede, assolutamente inedita, di un mercato culturale del passato e della contemporaneità per meglio prepararsi al futuro.
Sì, penso proprio ad un mercato di libri, stampe, produzioni artistiche, antiquariato, musica, pittura.
Allietata da piccoli concerti o animazioni, la piazza potrebbe diventare per tutti, ma soprattutto per i giovani, un importante centro di scambio culturale.
Immagino Piazza della Vittoria come riflesso espositivo ed intercambiabile delle realtà culturali da cui è abbracciata.
Penso ad un mercato della nostra Storia di uomini, un’occasione per riscoprire la bellezza della cultura con semplicità, attraverso l’incontro, l’acquisto, lo svago.
Con cadenza da definire e, magari, per l’intera giornata, potrebbe alternarsi ai mercati regionali della nostra Italia, portatori, a loro volta, di una vivace cultura contemporanea che trova la sua ragione d’essere nella tradizione del vivere.
Arredata da semplici ma necessarie “sedute” a tracciarne i percorsi, aggraziata da alcune piante “ripiantate”, insieme al colore e al profumo di fiori e cespugli, di cui Reggio Emilia è stata totalmente e inspiegabilmente privata, Piazza della Vittoria potrebbe diventare uno spazio unico, autentico riferimento per altre città italiane.
Piazza della Vittoria culla di cultura, offerta al territorio e alla quotidianità come caffè del mattino.
Il mio pensiero va anche ai mercati, che occupano sempre più spazio.
Perché non trasportare, solo e naturalmente nei giorni prescritti, la maggior parte dei mercati abituali (nella salvaguardia degli storici mercati di Piazza San Prospero e di Piazza Fontanesi, se pure alleggeriti), nella prima area inutilizzata dei Giardini Pubblici, adiacente a Piazza della Vittoria e facilmente raggiungibile dai furgoni di carico e scarico?
Sarebbe molto bello aggirarsi fra gli alberi, in una cornice di “bosco urbano”, protetti dalla calura estiva e dalle brume invernali.
È ipotesi che potrebbe servire ad attenuare la diffusa sensazione di una eccessiva invadenza dei mercati a scapito dei negozi, e a riconsegnare, alla città di Reggio Emilia, una rinnovata armonia, insieme ad una fruizione di strade e piazze più ampiamente condivisa. —
*cittadina che osserva
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