«Come il Trio Lescano a parlare di politica e arte»
L’ex sottosegretario Amadei sulla soglia dei cento anni ha salutato l’amico di una vita «Con Sergio Negri stasera da Nizzoli ti immagineremo»
GUASTALLA. Nonostante le sue precarie condizioni di salute, reduce da una forma influenzale, l’ex sottosegretario Giuseppe Amadei ha voluto salutare per l’ultima volta l’amico ed ex sindaco di Guastalla Angiolino Brozzi.
Amadei si è ritirato dalla politica attiva nel 1992 ed è esperto d’arte moderna e contemporanea. Seduto su una sedia, con lucida memoria, al microfono ha ricordato i momenti più belli vissuti con Brozzi. «Il mese prossimo compio 100 anni – ha esordito Amadei –. Scherzando mi disse che avrebbe fatto lui il discorso al mio funerale. Invece ho vinto io».
Amadei ha ricordato quando Angiolino andava a Roma per sostenere i progetti della sua città: «Arrivava puntuale in treno, in terza classe, e per non pesare sulle spese del Comune gli pagavo il pranzo. Io, il gallerista Sergio Negri e Angiolino parlavamo di politica e di arte. Eravamo grandi estimatori di Antonio Ligabue. C’era una piccola diatriba tra noi: io gli dicevo di avere molti più quadri di Ligabue di quanti ne avesse Angiolino, ma lui mi rispondeva che possedeva “i più belli”». Un po’ a memoria, un po’ leggendo i suoi fogli, Amadei, ha aggiunto: «Eravamo inseparabili, come il Trio Lescano, come le sorelle che cantavano negli anni ’50. A noi, poi, si univa Afro Daolio, che ci ha lasciati troppo presto». Ma per Amadei, l’estremo saluto all’amico Brozzi non deve essere vissuto come un momento di tristezza: «Se riesco, questa sera (ieri per chi legge, ndr), assieme a Sergio Negri andrò a cena a Villastrada al ristorante Nizzoli. Insieme a noi immagineremo che siano seduti a tavola Afro e Angiolino, così potremo ricostituire il nostro quartetto». —
M.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
