L’amico Negri «Angiolino vero cultore di Ligabue»
La lunga amicizia coltivata ogni giorno nella galleria d’arte «finché le condizioni di salute di Angiolino l’hanno permesso», le discussioni sulla pittura del Novecento italiano con Antonio Ligabue come argomento-principe. È commosso Sergio Negri. Per lui non è facile partecipare al funerale dell’amico con cui ha condiviso la passione per l’arte, le battaglie per difendere la produzione di “Toni” dai falsari. Negri è uno dei massimi esperti di Antonio Ligabue e Brozzi – sono entrambi nati a Gualtieri – l’ha sempre seguito nelle mostre, appoggiandone le iniziative anche quand’era amministratore, a partire da quella bella antologica del 1962 a Guastalla che lanciò il pittore ma a cui non partecipò perché beffardamente colpito da un’emiparesi che segnerà la sua fine artistica e umana.
«Angiolino era un uomo intelligente, colto, interessatissimo al mondo dell’arte – racconta Negri alla Gazzetta – e si è sempre dimostrato un Ligabuista acceso, amava particolarmente quest’autore. L’aveva conosciuto da giovane a Gualtieri, ne difendeva la creatività e insieme a me ha sempre contrastato quei balordi che con opere fasulle ne volevano inquinare il mercato». Non a caso un disegno raffigurante un cervo – proprio di proprietà dell’ex sindaco guastallese – è attualmente in mostra a Padova nella rassegna dedicata a “Toni”. Fa il paio con un quadro ad olio d’argomento agreste che fa parte sempre della stessa collezione: «Aveva gusto, sapeva scegliere – termina Negri – mi mancherà tantissimo». —
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