Mirabito resta ai domiciliari «No alla mostra ornitologica»
Omicidio preterintenzionale: l’imputato voleva un permesso per andare alle Fiere L’amarezza del 33enne: «É la mia passione, allevo cocorite e l’insegno a scuola»
Scorrono veloci le testimonianze nel processo – in Assise a Reggio Emilia – che ha come punto focale la morte del marocchino 37enne Youness El Idrissi.
Per il pm Giulia Stignani il nordafricano morì per le conseguenze di un pugno (con tanto di impressionante caduta a terra, sbattendo pesantemente con la nuca) sferratogli al culmine di un litigio dal 33enne Sebastiano Mirabito che è accusato di omicidio preterintenzionale.
SVELA LA SUA PASSIONE
L’imputato è agli arresti domiciliari da diverso tempo e ieri, sul finire dell’udienza, ha svelato la sua passione per l’ornitologia. Un aspetto che non c’entra nulla con il processo, ma proprio facendo leva su questo amore per i volatili, Mirabito ha chiesto alla Corte – tramite l’avvocato difensore Daniele Pellacani – di poter partecipare fra due domeniche (dalle 8.30 alle 14) al mercato dei piccoli animali che si terrà alle Fiere a Mancasale. Essendo ai domiciliari, l’autorizzazione dei giudici è necessaria. Sulla richiesta il pm Stignani si oppone: «A parte che non è stata inoltrata la documentazione sull’iniziativa ornitologica, non si tratta di un’indispensabile esigenza di vita». La Corte – composta dal presidente Simone Medioli Devoto, dalla la collega Sarah Iusto e dai giudici popolari – si riunisce in camera di consiglio e dopo pochi minuti ne esce, bocciando la richiesta. «Questa richiesta d’autorizzazione – fa verbalizzare in aula il presidente Medioli Devoto – per quanto di natura lecita, non rientra però nell’ambito delle indispensabili esigenze di vita previste dal codice di procedura penale». Un rigetto dell’istanza che fa il paio con quanto chiesto e già rifiutato nel 2018 in udienza preliminare dal gup Luca Ramponi e sempre per lo stesso motivo. Mirabito però ci sperava di poter essere autorizzato ed accusa il colpo.
CON I CRONISTI
Amareggiato lo racconta ai cronisti uscendo dall’aula: «Ho da tanti anni questa passione ornitologica – spiega il 33enne, con a fianco l’avvocato Pellacani, davanti ai taccuini – in special modo allevo cocorite. Alle mostre-mercato compro e scambio e speravo di poterlo fare il 17 febbraio. Il mio ultimo acquisto è una coppia di cocorite, ma non posso andare a ritirarle perché sono agli arresti domiciliari da un anno e mezzo. Come iscritto all’Associazione ornitologica correggese – conclude – andavo anche nelle scuole a spiegare ai ragazzi come si addomesticano i pappagalli o qualsiasi animale».
Nelle oltre due ore precedenti, sono stati sentiti due carabinieri (che hanno confermato l’esito delle indagini), il barista correggese Ivan Porta (ha assistito al tesissimo blocco di El Idrissi, ubriaco e agitatissimo, da parte dei carabinieri) e tre colleghi di lavoro di Mirabito (a cui, il giorno dopo, l’imputato aveva raccontato la dinamica del litigio culminato con il pugno). —
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