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Reggio Emilia in lutto: addio a Pamela Losi, mamma di 43 anni stroncata dalla malattia

Reggio Emilia in lutto: addio a Pamela Losi, mamma di  43 anni stroncata dalla malattia

Pamela Losi è stata titolare di "Losi Shoes & More" di via Ariosto, lascia il marito e il figlio di due anni

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REGGIO EMILIA. È morta a soli 43 anni, compiuti l’8 gennaio scorso, lasciando in uno strazio senza fine il marito e il figlio di due anni. Ha suscitato profondo cordoglio la scomparsa prematura di Pamela Losi, giovane mamma e negoziante di Reggio Emilia, deceduta nella tarda mattinata di domenica scorsa al Core, il centro oncoematologico dell’ospedale cittadino, dopo una terribile malattia contro la quale ha lottato purtroppo invano.

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“Pamy”, come la chiamavano gli amici, ha gestito per anni insieme al padre il negozio “Losi Shoes & More” in via Ariosto, chiuso circa un anno fa perché le sue condizioni fisiche non le consentivano più di seguire l’attività commerciale. Pamela conviveva da oltre un decennio con Matteo Riccardo Manfredi, 48 anni, titolare (insieme a un socio) della pizzeria Little Rock, in via Fermi a Fogliano. E fino all’ultimo Pamela è stata in pizzeria accanto al marito, per non lasciarsi andare e continuare a dare una mano all’attività di famiglia.

La coppia, che abita in via Dorso a Pieve Modolena, è stata allietata dalla nascita di un figlio, Riccardo, che compirà 3 anni tra un mese: una gravidanza fortemente desiderata e arrivata con grande gioia di Pamela. Una quotidianità piena do affetti, quella della 43enne, che in un suo recente post su Facebook, datato 31 marzo 2018, ha pubblicato la foto del compleanno del marito: la torta di compleanno, il sorriso e il figlio sulle ginocchia, con la scritta “Auguri agli uomini della mia vita”.

Una quotidianità stravolta all’improvviso quando, nel settembre 2017, Pamela ha accusato un malore e i medici le hanno diagnosticato una grave malattia. In seguito a quella diagnosi, suonata come una condanna, Pamela e Matteo hanno deciso di suggellare la loro storia d’amore: si sono sposati in municipio a Reggio Emilia il 5 novembre dello stesso anno, attorniati da amici e parenti, in una cerimonia breve e sentitissima. Nei mesi successivi per Pamy è iniziato il calvario delle debilitanti e dolorose cure.

Il male, che per un periodo le ha dato tregua, si è rivelato recidivo e dieci giorni fa Pamela, che era stata dimessa ai primi di gennaio, è stata di nuovo ricoverata al Core. Chi la conosceva descrive la madre di famiglia come una persona con una grande forza, molto battagliera e tenace e dal carattere vivace e con un forte senso estetico. La propensione per la manualità, insieme alla fantasia e al gusto estetico che la caratterizzavano, facevano sì che uno dei suoi hobby preferiti fosse costruire degli oggetti e fabbricare gioielli con le sue mani.

Ieri pomeriggio, alla camera ardente allestita dalle onoranze funebri Cavazzoni al Santa Maria Nuova, in tantissimi hanno voluto porgere l’estremo saluto alla giovane e abbracciare l’inconsolabile marito, interamente dedito al lavoro e alla famiglia. Il funerale è fissato per questa mattina; il rito religioso si svolgerà alle 11.30 nella chiesa di Pieve. Pamela, figlia unica, lascia nel dolore anche i genitori.

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