Sexy ricatti e cyberbullismo i reati in crescita sul web
Il comandante della polizia postale di Reggio Emilia disegna un quadro allarmante: «In calo i casi di pedopornografia, ma perché i pedofili si sono fatti più accorti»
REGGIO EMILIA. Un’impennata di sextortion, unico reato via web trasversale alle diverse età e ceti sociali. È quanto emerge dai dati annuali della polizia postale, che mette in guarda contro quella che è diventata una vera piaga, accanto al cyberbullismo dei giovanissimi.
RICATTO SESSUALE
Il sextortion (crasi di sex ed estortion, traducibile in ricatto sessuale) consiste nell’adescare il malcapitato di turno online, convincerlo a prestarsi ad uno scambio di foto osé e poi minacciare di rendere pubbliche le imbarazzanti immagini private della vittima, a meno che questa non paghi. Il tutto facilitato dalla webcam e da una tecnologia che ha reso ormai abituale trasferire nel mondo virtuale anche gli atti più intimi dell’esistenza.
«Non stiamo parlando della fidanzatina che trasmette materiale al ragazzo, con quest’ultimo che lo diffonde per vendetta, magari dopo essere stato lasciato – spiega Luigi Quaglio, comandante della polizia postale di Reggio Emilia, con sede in via Iori –. I minorenni sono coinvolti di frequente in queste dinamiche, ma la casistica maggiore riguarda gli adulti: uomini che vengono contattati via social network da belle ragazze, che li convincono a spostarsi su una chat privata dove ci si spoglia e si compie dell’autoerotismo.
Ma anche donne contattate da uomini con lo stesso obiettivo. Dietro questo fenomeno ci sono vere e proprie organizzazioni criminali. Lo dimostrano alcune costanti che rileviamo: ad esempio le chiamate provengono quasi sempre da server francesi, i pagamenti estorti avvengono via Western Union e il denaro va a finire in Costa d’Avorio. Abbiamo accertato alcuni casi anche nella nostra città, con le medesime costanti».
PEDOFILIA
All’interno dei reati online in crescendo, gli unici numeri in lieve calo riguardano il furto d’identità (60 casi nel 2018 contro i 76 del 2017) e la detenzione e diffusione di materiale pedopornografico (40 indagini nel 2018 contro le 59 dell’anno precedente). Il comandante Quaglio però mette in guardia: «È vero che da tempo nel Reggiano non facciamo perquisizioni o azioni su profili di pedofili classici, ma ciò non significa che siano scomparsi». Semplicemente i predatori di minori si sono fatti più accorti. «I pedofili fanno maggiore attenzione: sanno che la rete lascia tracce e può incastrarli, perciò si sono spostati su siti ad hoc, sul deep web con indirizzi più sicuri per gli appassionati di questo reato grave».
I GIOVANISSIMI
«Il cyberbullismo invece è sempre più diffuso e il target più preoccupante riguarda la fascia d’età dagli 11 ai 15 anni: quella più o meno della scuola media», conferma il comandante. Ragazzini presi di mira, sbeffeggiati o ricattati dai compagni di classe, che con la cassa di risonanza della rete diventano bersaglio della massa, anche di coetanei sconosciuti. Su questo aspetto secondo il comandante Quaglio–- ieri sera impegnato in un incontro con mamme e papà alla scuola media Manzoni – la soluzione sta nell’educazione e la formazione, in primis dei genitori.
«I genitori sottovalutano il problema, sia perché non conoscono il web sia perché, nati in un’era pre-digitale, danno poca importanza ad internet. Lo constato anche come genitore. Perciò il primo invito che rivolgiamo agli adulti è conoscere e imparare ad usare gli strumenti dei figli: saper utilizzare Instagram è diventato fondamentale. Solo dopo questo primo step si può affrontare il capitolo dei rischi della rete, come prevenirli, come colloquiare con i propri figli e captare i campanelli d’allarme». Impresa sempre più ardua, per i genitori.
«Finché ci si collegava al computer, bastava mettere i filtri. Oggi però all’uscita dalle lezioni ogni studente è attaccato al cellulare. Impossibile il controllo: a meno che non si stipuli un contratto telefonico senza internet, ma poi come fanno ad andare su Instagram? Non è un problema risolvibile se non all’interno della genitorialità». —
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