In lite per un vaso di fiori caduto nel giardino del vicino
Sentita la 74enne che accusa l’imputato di offese e botte davanti al palazzo Il giovane nega e sulla vicenda pendono trattative fra le parti per chiudere il caso
CORREGGIO. Quella che appare come una banale lite fra vicini e viene collocata nella mattinata del 13 ottobre 2014 è finita – in tribunale a Reggio Emilia – davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Ieri ha testimoniato la 74enne che accusa l’imputato di lesioni aggravate, con una prognosi di 60 giorni.
TRATTATIVE IN CORSO
Si è costituita parte civile tramite l’avvocato Massimo Jasonni, mentre il giovane vicino di casa (che nega) è tutelato dall’avvocato Paolo Bertozzi. Sono pendenti delle trattative fra le parti che potrebbero materializzarsi nella prossima udienza del primo ottobre. Quindi – in attesa degli sviluppi – non daremo riferimenti per rendere riconoscibili le persone coinvolte in questo processo che appare al momento non solo controverso, ma pure dall’esito incerto visto il tentativo in atto di una ricucitura, con gli avvocati impegnati in tal senso. L’udienza di ieri si è concentrata su chi avrebbe subìto la reazione fuori misura del vicino di casa, cioè la madre della 45enne che abita nella palazzina a fianco.
LA TESTIMONIANZA
Una deposizione pacata, ma ferma. «Ero in casa di mia figlia, quando abbiamo sentito suonare ripetutamente il videocitofono – entra nel merito la testimone – e ho risposto io perché mia figlia era in bagno. Ho visto che era il vicino di casa, piuttosto alterato perché aveva trovato un vaso nel suo giardino».
La figlia ha in effetti un terrazzo con dei vasi di fiori e la 74enne dice di essersi scusata già al videocitofono con il vicino, dicendogli che sarebbe subito scesa per capire meglio la situazione. «Scesa giù ho aperto il portone – prosegue la teste – e l’ho visto che era in macchina davanti al palazzo. È subito uscito e ha cominciato ad inveire, minacciando di morte non solo me, ma anche mia figlia e mio genero. Io ho continuato a scusarmi, ma lui dopo le offese e le minacce ha cominciato a strattonarmi, a spingermi. Per fortuna è arrivata mia figlia e in qualche modo sono riuscita a rientrare nel palazzo, chiudendo il portone». Una volta rientrata in casa, l’anziana è spaventata, ha graffi al volto e accusa dolori nella parte sinistra del corpo. Vengono prese delle decisioni: la figlia allerta i carabinieri, mentre un’amica della figlia chiama il 118. Con l’ambulanza la 74enne viene portata al pronto soccorso dell’ospedale di Carpi, dove ne uscirà solo dopo delle medicazioni e una serie di accertamenti. «Oltre alle cure fisioterapiche – aggiunge la testimone – per superare l’accaduto ho dovuto poi ricorrere all’aiuto di una psicologa”.
In udienza la figlia ha confermato. «Ho visto mia mamma strattonata – spiega – e risulta che sarebbe caduto nel giardino confinante un vaso di plastica vuoto. Ma io quel vaso non l’ho mai visto». Successivamente dai carabinieri è arrivata alla donna una multa per quel vaso caduto.
T.S.
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