Gazzetta di Reggio

Reggio

RuBIERA 

Investì e uccise scooterista Patteggia un anno e 2 mesi

La guardia giurata, allora 23enne, stava tornando a casa di notte dopo il turno Alla rotatoria sulla via Emilia a Modena travolse Marco Ocone, 39 anni

3 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. Un anno e due mesi con pena sospesa e la revoca della patente di guida.

È quanto ha patteggiato, ieri, una guardia giurata di 24 anni residente a Rubiera, e difesa dall’avvocato Alessandro Sivelli, per la morte dello scooterista 39enne Marco Ocone, l’uomo di origine napoletana residente anche lui a Rubiera.

L’INCIDENTE

Era il 3 febbraio del 2018. Uno schianto violentissimo, quando ancora le luci dell’alba erano lontane e la pioggia cadeva incessante, si era verificato in territorio modenese, non lontano dal confine con Reggio. Ocone, alla guida del suo scooter di cilindrata 125, morì sul colpo, travolto dall’auto guidata dal giovane. L’incidente avvenne alle 5.30 nella prima periferia di Modena, in via Emilia Ovest, all’altezza della nuova rotatoria di via Rosmini poco dopo la Bruciata, venendo da Reggio. Probabilmente il conducente della vettura - alla guida di una Fiat Panda di cortesia e diretto a casa dopo il lavoro - non aveva notato la rotatoria, un po’ spostata rispetto all’asse della via Emilia, di recente realizzazione e secondo molti scarsamente illuminata di notte; così l’auto aveva scollinato sulla parte centrale sbandando sul lato opposto, e centrando tragicamente lo scooter che viaggiava in direzione Rubiera. Marco Ocone, che invece si stava recando al lavoro, non aveva potuto evitarlo. Si era schiantato contro il parabrezza dell’auto e poi era finito a terra. Perdendo la vita.

Quando sul posto erano arrivati i mezzi di soccorso e avevano prestato le prime cure al 39enne, era già troppo tardi. Per lui non c’era stato nulla da fare.

Anche il giovane che guidava l’auto era rimasto ferito, ma in maniera non grave: era stato portato al pronto soccorso di Baggiovara per essere sottoposto a visite mediche e alle cure per le ferite riportate nell’urto.

LA VITTIMA

Marco Ocone era di origini napoletane, lavorava a Modena come operaio: da qualche tempo si era trasferito a Rubiera con la giovane moglie, estetista, dopo aver vissuto sempre nel Reggiano, a Casalgrande.

In quei giorni di lutto, era intervenuto Franco Piacentini, presidente dell’associazione Familiari Vittime della Strada di Modena. Sotto accusa era finito il manufatto di recente realizzazione che regola il traffico su di una arteria così importante e trafficata come la via Emilia, alla periferia della città Estense.

«Ci sono parecchie domande che sorgono di fronte all’incidente mortale in quella rotatoria di Cittanova. Innanzitutto, se quel punto è ancora un cantiere o non lo è più. E se si è fatto tutto per rendere sicuro il passaggio, al di là delle responsabilità del conducente dell’auto - aveva dichiarato - Noi possiamo porci alcune domande su quella rotatoria in particolare. Ci sono le strisce ben visibili ma ci sono anche i cartelli da cantiere stradale. Come è possibile? Siccome non è l’unico incidente accaduto in zona è stato fatto tutto il possibile per segnalare un pericolo o per prevenirlo? Quella rotatoria rientra nel Piano Sicurezza del Comune e se ancora non lo è si pensa di fare qualcosa?». Un anno dopo, il caso si chiude con il patteggiamento del conducente dell’auto che ha provocato l’incidente costato la vita al giovane uomo. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google