La comunità cinese a Reggio festeggia “l’anno del maiale”
Eventi privati e concerto al circolo Arci Pigal in occasione del capodanno La nostra è la seconda città italiana per presenza di persone nate in Cina
REGGIO EMILIA Sono molti, quasi tutti integrati, lavorano e, seppur con riservatezza, la loro presenza è evidente, soprattutto in certi quartieri della città: la comunità cinese di Reggio Emilia ha festeggiato il capodanno, inaugurando in grande stile l’ingresso nell’anno del maiale. Una festa che si è svolta in due momenti: uno, pubblico, il 24 gennaio scorso mentre ieri, vero giorno di capodanno, sono stati organizzati eventi privati o festeggiamenti in casa.
La manifestazione di gennaio si è svolta al circolo Arci Pigal, promossa dall’associazione Aicer. È stata una vera e propria festa di avvio ai festeggiamenti del capodanno e, nel programma, sono stati inseriti brani musicali della tradizione cinese e dell’Opera di Pechino, una forma di opera cinese sviluppatasi, appunto, a Pechino a partire dal XVIII secolo che mescola arte drammatica, pantomima, musica, canto e danza.
Le performance sono state rappresentate da studenti cinesi coinvolti in programmi Exchange in Italia mentre il menù ha rispettato la tradizione culinaria italiana: dai salumi misti al risotto ai funghi, fino all’astice e alla zuppa inglese. All’evento hanno partecipato l’assessore alle Relazioni internazionali, Serena Foracchia, e centinaia di cittadini cinesi. Un successo che non stupisce visti i dati, relativi al 2017, diffusi recentemente dal Governo: Reggio Emilia infatti è la seconda città per presenza di persone di origine cinese in Italia, in rapporto al numero di popolazione residente. Si parla di 2.957 persone, circa una ogni 58 residenti. Una percentuale superata solo da Prato, che accoglie ben 23.217 cinesi: uno ogni otto abitanti. —
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