La nostra città in controtendenza l’indirizzo liceale cede il passo
La vicepresidente della Provincia, Ilenia Malavasi, fa un primo bilancio dei dati relativi alle future classi prime delle scuole superiori
IL COMMENTO
L’amministrazione provinciale, che continua ad avere l’edilizia scolastica delle superiori fra le sue principali competenze, ha raccolto ed elaborato i dati delle iscrizioni alle future classi prime, che in totale sono 4.484, di cui 4.455 alle scuole statali e 29 alle scuole paritarie, pari all’89% circa degli alunni delle attuali terze medie. L’anno scorso erano 4.424, cioè 31 in meno. «Le scelte effettuate dagli studenti reggiani – commenta la vicepresidente Ilenia Malavasi – evidenziano una distribuzione più omogenea rispetto al dato nazionale. Mentre in Italia il 55,4% sceglie un indirizzo liceale, il 31% un tecnico e il 13,6% un professionale, nella nostra provincia la forbice è di gran lunga meno evidente. Rispetto al dato nazionale, la nostra provincia risulta addirittura in controtendenza: se in Italia l’indirizzo liceale continua ad aumentare, a Reggio Emilia è stata premiata soprattutto l’istruzione tecnica. Gli indirizzi professionali, in calo a livello nazionale, qui continuano a tenere».
Scendendo nel dettaglio, Ilenia Malavasi sottolinea che il Liceo Classico inverte la tendenza e torna a crescere, mentre cala per il secondo anno consecutivo il Liceo linguistico, dopo il boom delle iscrizioni seguito alla sua istituzione. Sul versante dei tecnici cresce più di tutti l’indirizzo economico, seguito da quello informatico, mentre nei professionali aumentano la manutenzione e l’assistenza tecnica e cala per il quarto anno di seguito l’alberghiero. «Mi sembrano – scrive la vicepresidente – segnali significativi, che tendono a riequilibrare le offerte del territorio provinciale, con una buona tenuta delle scuole di tutti i livelli». Sul versante degli istituti tecnici si registra quest’anno una significativa crescita degli indirizzi economico (+73), informatico (+45) ed agrario (+24). Crescono leggermente moda (+15), chimico (+12) e quest’anno anche costruzioni (+5). Negli istituti professionali calano l’enogastronomico (-67) e, in maniera molto contenuta, agrario (-12), ottico (-8) e odontotecnico (-5). Tutti gli altri aumentano: industria e artigianato per il made in Italy (+14), servizi commerciali (+1), manutenzione e assistenza tecnica (+49). —
L. S.
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