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ventasso, il processo 

Maltrattamenti in famiglia assolto l’ex marito 71enne

Maltrattamenti in famiglia assolto l’ex marito 71enne

Il procedimento arriva dopo che la coppia si era separata ma lasciando dietro di sé una delicata inchiesta ora approdata in tribunale

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VENTASSO. Una coppia senza figli – lui 71enne, lei con una ventina di anni di meno – arriva al punto di inevitabile rottura e si separa in tribunale. Ma in precedenza – cioè nel 2017 – la situazione in famiglia era talmente tesa da far scattare un’indagine nei confronti dell’ormai ex marito.

E l’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie è ora approdata al palazzo di giustizia di Reggio Emilia.

CRISI PROLUNGATA

Per il pm Iacopo Berardi – che al termine della requisitoria ha chiesto una condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione – il 71enne ha a lungo (per circa 4 anni) tenuto comportamenti inaccettabili, specie al culmine di discussioni in famiglia in cui arrivava a strattonare (al collo, alle spalle) e a spingere la donna, facendo leva sulla differenza di stazza e di forza.

Una progressiva crisi del matrimonio, coincisa non solo in episodi violenti (due episodi in particolare), ma anche in non infrequenti allontanamenti dalla casa familiare da parte dell’uomo che così faceva mancare il sostegno economico all’ex moglie, costringendola ad occasionali servizi di pulizia per mantenersi. Viene indicato anche un dispetto specifico architettato dall’ex marito, cioè il cambio della serratura della porta senza preavviso, con tutti i disagi conseguenti.

Accuse a cui si è associato l’avvocato Benedetta Franchella che tutela la donna costituitasi parte civile. «La mia assistita – dice il legale – ha presentato più denunce, il che la dice lunga sulla continuità delle condotte messe in atto dall’ex marito».

In contrapposizione, l’avvocato Noris Bucchi – difensore dell’imputato 71enne – nell’arringa difensiva parla di genericità delle accuse.

ACCUSE GENERICHE

«La persona offesa non è stata in grado di scendere nei dettagli sui singoli episodi se non in due casi, rendendo impossibile – rimarca Bucchi – ricostruirli e collocarli dal punto di vista temporale. In una situazione simile vi è il sospetto che la querela non sia tempestiva – conclude – il che renderebbe la stessa non valida».

Da qui la richiesta dell’assoluzione e la tesi difensiva ha poi fatto breccia nel convincimento del gup Luca Ramponi. Fra due mesi si conosceranno le motivazioni della sentenza. —

T.S.

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