Gazzetta di Reggio

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MATTEO SASSI 

«Non lasceremo nessuno per strada ma i sindacalisti hanno sbagliato»

N.N.

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REGGIO EMILIA. La storia di Sara e della sua piccola è giunta non solo nelle case dei reggiani, ma anche tra i corridoi del Comune. Davanti al coraggio di questa donna e alla sua voglia di lottare non si può rimanere in silenzio, lo hanno dimostrato alcuni cittadini che in questi giorni sono stati vicini a mamma e figlia e si può evincere anche nelle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco e assessore al Welfare con delega al diritto alla casa di Reggio Emilia Matteo Sassi.

«Il fatto che l’ufficiale giudiziario abbia posticipato lo sfratto è frutto anche del lavoro dei servizi sociali – afferma – mentre non condivido le modalità di gestione di Adl Cobas. Come in passate situazioni abbiamo sempre scelto la via del dialogo per trovare un punto d’incontro e quindi la soluzione più idonea per risolvere problematiche simili. Avrebbero dovuto chiamarmi e io sicuramente avrei cercato il modo di affrontare il problema».

Il vicesindaco spiega inoltre le modalità di assegnazione degli alloggi popolari: «Sara è in graduatoria, ma al momento non ha il punteggio necessario che le permetta di acquisire un’abitazione di questo tipo. Non è vero che solo una minima parte delle case viene o è assegnata. Per far fronte al problema è stata istituita un’agenda di lavoro condivisa anche dal sindacato dei coinquilini. In quattro anni abbiamo ripristinato 450 alloggi di edilizia pubblica e sono stati stanziati 3 milioni di euro che fanno parte delle risorse comunali. Con questo sforzo si sono andati ad occupare 2.200 appartamenti. Sicuramente non sono ancora abbastanza vista l’emergenza che continua a persistere ed è per questo che altri 100 alloggi sono già pronti per essere recuperati».

Sassi dice chiaramente di essere molto dispiaciuto per ciò che sta accadendo a Sara e alla sua bambina e per le modalità con cui Adl Cobas sta agendo, ribadendo più volte che è mancato un dialogo. «Dare le migliori risposte in tempi adeguati è fondamentale – conclude Sassi –. L’impegno a monitorare la situazione ad assicurare la continuità abitativa c’è. Sono certo che le soluzioni proposte dagli assistenti sociali siano realmente disponibili e bisogna tener conto che come Sara, purtroppo, esistono tante altre donne che necessitano di aiuto. È giusto tenere conto dei bisogni di ogni famiglia e non creare altri traumi. Non verranno lasciate in mezzo alla strada e neppure separate. La piccola vivrà con la madre in un luogo sicuro, caldo e con tutte le condizioni tipiche di un ambiente domestico». —

N.N.

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