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«Pagati i debiti con le banche in tre anni. Ora puntiamo a riavere i beni di En.Cor»

Elisa Pederzoli
«Pagati i debiti con le banche in tre anni. Ora puntiamo a riavere i beni di En.Cor»

Il sindaco Ilenia Malavasi: «Abbiamo ereditato 30 milioni di crediti nel fallimento. Rivogliamo Eva, i pannelli e i terreni»

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CORREGGIO. La centrale Eva, che è ferma dal 2014, gli impianti fotovoltaici installati su alcuni edificio pubblici, come la scuola San Francesco e il palazzetto, e i terreni.

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Dopo aver liquidato l’81% dei debiti nei confronti delle banche - così come deciso da tre sentenze del tribunale di Reggio Emilia - ora il Comune di Correggio ha formulato una proposta alla procedura fallimentare per ritornare in possesso dei beni un tempo pubblici e persi quando l’ex municipalizzata venne ceduta, nel gennaio del 2014, a una società svizzera.

Mercoledì mattina, in una conferenza stampa convocata in municipio, il sindaco di Correggio, Ilenia Malavasi -candidata alle prossime elezioni anche per il secondo mandato - ha voluto tracciare un bilancio della vicenda En.Cor: la difficile vicenda ereditata dalla precedente amministrazione che ha rischiato seriamente di mandare in dissesto il Comune.

Hanno pesato le tre sentenze di condanna a pagare qualcosa come 30 milioni di euro circa a Banca Popolare (4,5 milioni) Banca Popolare di San Felice sul Panaro (12 milioni di euro) e Bnl (15 milioni di euro) per le lettere di patronage - in pratica delle vere e proprie fidejussioni - con cui il Comune si era impegnato a pagare di tasca propria le banche e che sono diventate lame affilatissime quando En.Cor Srl è fallita. «Grazie agli accordi con gli istituti bancari, abbiamo attenuto una riduzione del 30%» ha sottolineato il primo cittadino. Vuol dire che il debito nei confronti delle banche si è ridotto a 21.450.000 di euro. Cifre comunque da capogiro, che il Comune di Correggio in appena tre anni è riuscito comunque quasi completamente a saldare. Resta un’ultima tranche nei confronti di Bnl, di circa 4 milioni di euro, che verrà chiusa entro quest’anno e per la quale è stata prevista la copertura nel bilancio di previsione, alla fine del 2018».

I BENI

Ma, parallelamente, al pagamento del debito con ciascuna delle tre banche, corrisponde il trasferimento della quota di crediti che ciascuna vantava nei confronti di En.Cor Srl. E che ora invece il Comune di Correggio può e vuole riscuotere dalla procedura fallimentare in corso. Si tratta, complessivamente, di 30.100.496,42 euro, dei quali sono 3.411.322,39 di credito privilegiato.

Sono i terreni in via Dinazzano, via Gandhi, via Impiccato, via Fossa Faiella, via Pio La Torre, la centrale Eva e la centrale ad olio in via Mandrio e i pannelli fotovoltaici a cui il Comune tiene di più. «Li vogliamo mettere di nuovo a disposizione della città» evidenzia il sindaco.

Per la centrale Eva, a ridosso dell’isola ecologica, il Comune parla di un suo utilizzo futuro nell’ambito della raccolta dei rifiuti.

Riscuotere i crediti per il Comune di Correggio vorrebbe dire mettere un punto importante su una vicenda dolorosa, per le casse dell’amministrazione comunale e non solo.

«È stato un percorso impegnativo, che abbiamo portato avanti con determinazione. C’era il rischio di dover ricorrere alle procedure di pre dissesto, che consentono di aumentare le tasse per dieci anni e di tagliare i dipendenti pubblici. Non lo abbiamo fatto, così come non abbiamo aumentato tariffe, né ridotto servizi. Ora, la procedura fallimentare ci sta a cuore. Siamo i soggetti più interessati ad arrivare a chiudere il fallimento in tempi rapidi. Abbiamo avanzato la proposta per arrivare a tornare in possesso di quei beni» conclude il sindaco Malavasi. —


 

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