Gazzetta di Reggio

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Il Pd chiede indietro a FestaReggio 150mila euro

Evaristo Sparvieri
Il Pd chiede indietro a FestaReggio 150mila euro

Ordine del giorno nella direzione provinciale di via Gandhi per riavere il credito. Il tesoriere dovrà concordare un piano di rientro con il circolo organizzatore

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REGGIO EMILIA. Il Pd reggiano risulta creditore di circa 150mila euro nei confronti di FestaReggio. Ed è per questo motivo che ora ha dato mandato al tesoriere della federazione provinciale, Maino Marchi, di adoperarsi al pari degli altri creditori per recuperare la somma. Dalle parti di via Gandhi nessuno ne vuole parlare volentieri. Ma è stato questo il principale argomento all’ordine del giorno affrontato nel corso della direzione provinciale del Pd, convocata lunedì sera.

Nel corso della riunione, è stato il tesoriere della federazione provinciale, Maino Marchi, a leggere una relazione sulla kermesse, che fa capo al circolo territoriale FestaReggio ed è diretta dall’ex sindaco di Campegine, Paolo Cervi, dopo la lunga gestione di Ermete Fiaccadori: un buco accumulato in dieci anni, che ora ha raggiunto quota circa 1,7 milioni di euro, dopo un decennio di bassi (molti) e alti (pochi).

Una voragine che parte da lontano e che ha registrato il suo apice negativo nel 2012, quando i volontari scoprirono un buco di 400mila euro che pian piano si stava cercando di ripianare, ereditato a partire dalla festa nazionale organizzata lo stesso anno in città. Un buco nel quale ora è confluito anche il passivo del 2018, su una cifra intorno ai 350mila, segnando così un ennesimo rosso nonostante il trasloco dal Campovolo alle Fiere di Mancasale.

Una location – quella delle Fiere – scelta non solo per l’impossibilità di allestire la festa nell’area non operativa dell’aeroporto, dove sono tuttora in corso i lavori dell’Arena, ma anche con lo scopo di mettere in atto una sorta di Spending Review, attraverso un costo di allestimento di circa 1,1 milioni contro i due milioni necessari per organizzare la kermesse al Campovolo.

Un’edizione low cost – quella del 2018 – sulla quale tuttavia hanno influito minori ricavi, con l’incubo pioggia pronto a far naufragare ulteriormente i conti: la festa è durata un week-end in meno rispetto al passato, passando dalle classiche 24 serate a un totale di 21, fra le quali tre lunedì, considerate tradizionalmente giornate sottotono. In contrazione anche le spese dei visitatori nei ristoranti.

Per quanto riguarda il credito vantato dal Pd nei confronti della “sua” festa, in ogni caso, risale al 2013, quando il Pd reggiano “prestò” a FestaReggio una cifra pari a 180mila euro proprio per far partire la kermesse. Un credito che fra il 2017 e il 2018 è rientrato di circa 30mila, lasciando così scoperti gli altri 150mila euro, che ora Marchi sarà chiamato a recuperare attraverso un piano di rientro da concordare con il circolo FestaReggio: un atto che comunque da via Gandhi considerano dovuto, in modo da non esporre e tutelare il tesoriere di fronte a eventuali future contestazioni sulla salvaguardia del credito in fase di analisi del bilancio da parte del Collegio dei revisori.

Un buco che comunque i dem sperano verrà progressivamente colmato con le prossime edizioni della festa, a cominciare da quella 2019, su cui tuttavia per ora non si hanno certezze all’orizzonte circa il luogo in cui verrà organizzata.

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