Il sondaggio premia Bonaccini e boccia il Pd È rischio astensionismo
Il governatore Stefano Bonaccini resiste e gode della fiducia del 62% degli intervistati, mentre il Pd e il M5s segnano pesantemente il passo con un calo del 10% circa. La Lega cresce, diventando il primo partito in Emilia-Romagna. Ma non raggiungendo le percentuali degli indecisi, che rappresentano il 38%. Il sondaggio, effettuato nella nostra regione da Iposos per il Corriere di Bologna nel secondo semestre 2018, mette a confronto le intenzioni di voto per le Europee, le Amministrative e le Regionali, con i dati delle ultime Politiche. Secondo l’indagine, in cui il 38% degli intervistati si dichiara indeciso, la Lega con il 23% dei consensi diventerebbe il primo partito in regione. Il Pd si dovrebbe accontentare del secondo posto con il 17% (rispetto al 14% che ottiene nel resto del Paese) e un calo del 10% rispetto al 26,4% ottenuto alle ultime elezioni Politiche in regione. In forte discesa anche il consenso per i pentastellati, che si collocano al terzo posto con il 15% dei consensi (invece del 17% nazionale) e un calo del 12% rispetto al 27,5% ottenuto alle Politiche, quando furono il primo partito in regione.
Anche in Emilia a quattro mesi dalle Europee, a far la differenza saranno gli indecisi, che viaggiano intorno al 38%. Un dato ben superiore al 21,7% delle ultime Politiche. Anche gli analisti non riescono a definire se l’incremento è dovuto a elettori delusi da Pd e M5s o da chi è in cerca di un nuovo soggetto politico in cui riconoscersi. Interessante anche il giudizio degli elettori emiliano-romagnoli sull’operato del governo giallo-verde. Positivo il giudizio del 48% (anche se con un dato inferiore al 54% fatto registrare a livello nazionale), mentre il 39% boccia l’operato dell’esecutivo e il 13% non si pronuncia.
Per quanto riguarda invece l’operato e il gradimento del governatore Bonaccini arriva al 62%. Il 31% esprime un giudizio negativo e il 7% è indeciso. Cambia il giudizio degli intervistati quando sono chiamati a esprimere una valutazione sull’operato del Pd nei Comuni. Il 41% ritiene che chi sarà eletto dovrà cambiare in maniera radicale il modo di governare le città, mentre il 33% chiede continuità e il 26% non si esprime. Un dato non in linea con il giudizio positivo che l’82% degli intervistati ha dato rispetto alla qualità della vita nella propria zona di residenza. —
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