«La scuola Rodari si farà senza intoppi Basta polemiche»
CAVRIAGO. «I lavori di progettazione esecutiva della scuola Rodari stanno andando avanti senza intoppi, la scuola si farà e sarà come l’abbiamo presentata ai cittadini». È con queste parole che l’assessore Giancarlo Grassi risponde alle polemiche divampate nei giorni scorsi sui social.
«Il passaggio dalla fase preliminare del progetto a quella esecutiva ha richiesto un notevole lavoro di progettazione – spiega l’assessore rispondendo all’accusa di essere in ritardo – realizzato, fra l’altro, con l’ausilio del building information tecnology, un innovativo software che interfaccia le informazioni grafiche, strutturali e la computazione economica».
E continua: «Chi ha esperienza di opere pubbliche sa che l’iter di approvazione di un’opera così complessa richiede del tempo, e questo tempo non è sempre quantificabile perché non dipende solo da chi elabora il progetto, ma anche da chi lo deve approvare. Il progetto ha ricevuto il parere positivo della soprintendenza e attendiamo a giorni le autorizzazioni degli altri enti con i quali il progetto è stato ampiamente discusso e condiviso senza riscontrare particolari problemi. A breve dunque potremo validare il progetto e bandire immediatamente la gara d’appalto». Il progetto, spiega l’assessore, non ha subìto modifiche rispetto alla soluzione preliminare presentata durante la fase del referendum: «Questo conferma, se ce n’era bisogno, la validità, su un piano tecnico, della proposta presentata dagli uffici del Comune, cosa che non era possibile quando l’opera era ancora legata al completamento di un’operazione immobiliare». Inoltre, sottolinea Grassi, «in tre mesi abbiamo approntato una scuola temporanea che ha di fatto annullato qualsiasi emergenza e ha avuto riscontri più che positivi fra gli utenti e la popolazione in generale. Quindi credo che possiamo stare tranquilli e affrontare questo momento con quella serenità che è necessaria per fare un lavoro di qualità, ben sapendo che bambini e insegnanti non corrono alcun rischio e possono continuare le loro attività».
«Chi soffia sul fuoco della polemica – conclude – lo fa perché su questo argomento ha ben poco da dire, e certamente impiega molto meno tempo di quanto ce ne vuole per fare davvero le cose o per creare, come sarebbe logico aspettarsi per un’opera che è patrimonio di tutti, un sano clima di dialogo e di coesione sociale». —
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