Nella scuola di Casa Lesignola si impara con gli animali
CANOSSA. Una didattica speciale, fra campi, asinelli e un’immersione in una natura sempre vicina fisicamente ma sempre più lontana dalle abitudini quotidiane.
Dopo anni di risultati positivi, continua anche nel 2018-19 il progetto “Animali nello Zaino”, portato avanti dalla cooperativa sociale Casa Lesignola a Selva di Canossa, in una delle zone più nascoste e suggestive del medio Appennino, assieme alle scuole medie dell’istituto comprensivo di Ciano e San Polo.
Un percorso pensato per ridurre e arginare la dispersione e l’abbandono scolastico, per potenziare forme alternative di apprendimento e di relazione, da tempo sostenuto economicamente dalla fondazione Giulia Maramotti.
Come funziona nel dettaglio? Alcuni giorni a settimana, ovviamente concordate con i docenti, un gruppo di studenti con qualche difficoltà caratteriale e nel mantenere l’attenzione, viene portato a Casa Lesignola ed effettua sul posto le lezioni quotidiane, affiancato dalle insegnanti di sostegno e dagli operatori della cooperativa.
L’attività didattica si svolge in un’area di grande impatto naturale, anche la parte al coperto è ovviamente in un contesto ben diverso dall’aula scolastica. Gran parte del lavoro viene poi fatto all’aperto, sfruttando spesso la presenza degli animali, accuditi a Casa Lesignola come efficacissimi “libri di testo”. Non si tratta di percorsi completamente differenti rispetto al normale, anzi, ma di un metodo alternativo per arrivare a ragionare sugli stessi concetti e sulle stesse materie, dall’italiano alla matematica e alla geometria, dalla scienza alla storia e alla geografia. Gli esiti sono decisamente positivi, soprattutto in termini di attenzione sugli argomenti.
Il progetto è partito un decennio fa, attivato grazie alla fondazione reggiana Giulia Maramotti, e da allora prosegue con buoni risultati, coinvolgendo gli alunni delle scuole medie della val d’Enza, che gravitano attorno a San Polo e Ciano.
Vengono individuati gli studenti con maggior difficoltà a mantenere l’attenzione e la disciplina in classe, spesso seguiti da docenti di sostegno, e si inizia a programmare, di volta di volta, il percorso verde, in compagnia di pony, asinelli, tartarughe. «Soprattutto chi segue i ragazzi nel tempo, come le insegnanti di sostegno, ha notato dei buoni cambiamenti: l’attenzione rimane alta, ci sono concentrazione e interesse per i vari argomenti, e noi cerchiamo di declinare tutte le materie attraverso la struttura, la natura e gli animali», racconta Lorenzo Panciroli, uno dei referenti del progetto. «Progettando con i ragazzi la casetta per gli asini abbiamo lavorato con la geometria, per esempio, e parlando del latte abbiamo fatto qualche approfondimento di scienza su grassi, proteine, e così via», spiega.
Un ruolo cruciale lo giocano gli animali: «Sono animali che curiamo da tempo qui. Sappiamo che impatto positivo possono avere, sono socievoli e non si spaventano con bimbi e ragazzini». —
Adr.Ar.
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