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Reggio Emilia, “mutilato” il ciliegio della pace piantato da Paride Allegri

Luciano Salsi
Reggio Emilia, “mutilato” il ciliegio della pace piantato da Paride Allegri

Ugo Pellini si fa portavoce delle lamentele sull’intervento a Porta San Pietro, vissuto come affronto alla sensibilità ecologica dell’ex partigiano e agronomo 

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REGGIO EMILIA. Non è piaciuta agli alberisti e al loro alfiere Ugo Pellini la drastica potatura del ciliegio piantato ventotto anni fa da Paride Allegri sull'aiuola attigua alla gabella di San Pietro per protestare contro la guerra del Golfo. «Il ciliegio di Porta San Pietro –- spiega Pellini – forse non era nelle condizioni migliori di salute, ma quella che è stata eseguita ieri non è una potatura. Un mio amico esperto del settore lo ha definito ora un tronco mutilato e anche altri agronomi hanno criticato aspramente questo intervento. Sul futuro di questa pianta esprimo seri dubbi».

Questa mutilazione vegetale viene vissuta come un affronto alla sensibilità ecologica e alla coscienza pacifista, che coesistevano in Paride Allegri, l’agronomo ex-partigiano che era stato direttore della serra comunale, fu il primo consigliere comunale dei Verdi e finì i suoi giorni nel 2012 nell’eremo agro-silvestre che si era costruito sulle colline di Ca' Morosini piantandovi tremila alberi. Pellini segnala che l’albero in questione è uno dei trentasei sopravvissuti fra gli oltre cento messi a dimora da Resistenza verde, il gruppo ambientalista fondato da Allegri.

«Era – ricorda Pellini – il 22 febbraio 1991. Da pochi giorni era iniziata nel Golfo Persico l’operazione Tempesta nel deserto, la guerra contro l’Iraq. Nel volantino distribuito da Resistenza verde si leggeva: “Vogliamo creare una simbolica cintura di pace attorno alla città piantando un centinaio di ciliegi, simbolo di pace per i popoli orientali, di monito a preservare sempre e in ogni caso la pace e la fraternità dei popoli”. I ciliegi furono collocati nelle numerose fallanze, cioè nei buchi lasciati dagli alberi scomparsi lungo il perimetro della circonvallazione. In una ricerca del 2009 pubblicata dall’amministrazione comunale erano riportati i dati del censimento degli alberi dei viali che delimitano l’esagono. Furono rilevati 988 esemplari di ventinove specie differenti e un migliaio di fallanze.

«Buona parte di questi alberi – riferisce Pellini – non erano considerati in buono stato di salute e molti presentavano alti livelli di criticità. Ora la situazione non è di certo migliorata. Su questo problema sono intervenuti recentemente con un bello e documentato reportage i Medici per l’ambiente, che lo hanno abbinato alla richiesta di intervenire. In questi ultimi anni alcuni alberi sono stati sostituiti in viale dei Mille: una trentina di tigli al posto di aceri americani che erano messi davvero molto male. Sono stati piantati anche sei platani in Viale Piave, grazie ad una somma messa a disposizione dopo una compensazione del verde. Credo comunque che sia necessario intervenire con maggior vigore ed energia».




 

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