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perdite per 15 milioni 

«Sul caso diamanti stiamo mediando»

L.V.
«Sul caso diamanti stiamo mediando»

Gli acquisti hanno riguardato quasi 600 reggiani  Federconsumatori: «Saranno restituiti tutti ai proprietari»

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REGGIO EMILIA. Fari puntati sui quasi 600 reggiani che sono incappati nella disavventura dell’acquisto di pietre preziose e diamanti attraverso la Idb (Intermarket diamond business) società milanese dichiarata fallita. Un’operazione avvenuta in particolare attraverso i tre istituti di credito Banca Popolare di Milano, Unicredit e Montepaschi Siena.

La novità è fortunatamente tranquillizzante. Arriva da Federconsumatori che segnala: «Non ci sono scadenze a breve, l’annuncio della banca BPM ai propri clienti dell’obbligo di attivarsi entro il termine finale dell’8 marzo non è corretto». La precisazione viene da Rino Soragni, neo presidente dell’associazione di consumatori, che fornisce alcuni dettagli sui termini della fastidiosa vicenda.

«Il valore complessivo in ballo riferito ai nostri concittadini si aggira sui 15 milioni di euro rispetto i complessivi 800 milioni. Sono circa 500 i reggiani che hanno fatto l’acquisto assistiti con Bpm ed anche per loro il recupero è in atto. Per quanti hanno operato con Unicredit l’iter è pressoché definito mentre da Montepaschi arrivano indicazioni di una prossima risoluzione. Ciò che conta è che chi detiene le pietre preziose può tranquillamente conservarle e potrà incassare un indennizzo il cui ammontare dipende da vari fattori, ad esempio i carati delle pietre ed il momento in cui è stato effettuato l’acquisto». Si sta mediando, prosegue Soragni, «su questi aspetti con il curatore fallimentare ed entro il 20 febbraio abbiamo già in programma con lui un incontro. Una cosa però è certa: non è più possibile insinuarsi nella vertenza contro la Idb perché il passivo è stato formalmente definito a seguito della dichiarazione di fallimento. Il curatore lo ha più volte precisato: i diamanti, anche se tuttora depositati presso Idb, sono considerati beni di terzi, estranei all’attivo e quindi non sequestrabili. Il curatore li considera in pratica già sottratti all’attivo fallimentare e quindi sono destinati ad essere restituiti ai legittimi proprietari; tempi e modi verranno prossimamente concordati e noi provvederemo celermente a comunicarlo agli interessati».

Ma a quanto potranno ammontare gli indennizzi? «Abbiamo respinto l’offerta iniziale di un importo pari al 20-30% – conclude Soragni – ora la percentuale è salita oltre il 50%. Vedremo alla fine i valori reali per chi ha scelto l’azione extra giudiziaria. A breve, a cominciare dai nostri associati, ci metteremo in contatto con chi già custodisce i propri diamanti». —

L.V.

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