Crac Artoni, tutti i numeri dopo il tracollo Da Fercam e Prelios in cassa 48 milioni
Circa 180 milioni di passivo e poco meno di duemila domande di insinuazione. Così la procedura cerca di recuperare crediti
REGGIO EMILIA. Un’operazione di cessione che ha consentito di incassare circa 48 milioni, uno stato passivo arrivato a sfiorare i 180 milioni di euro e un totale di poco meno di duemila domande di insinuazione. Sono alcuni numeri della procedura di amministrazione straordinaria delle tre società del gruppo Artoni, contenuti nella “Seconda relazione trimestrale sull’andamento dell’esercizio di impresa e di esecuzione del programma”, aggiornata al settembre 2018 e resa nota nei giorni scorsi dal commissario straordinario Franco Maurizio Lagro.
La gara
Un report dettagliato sulla situazione di Artoni Trasporti S.p.A (in amministrazione straordinaria dal giugno 2017), di Artoni Group S.p.A (in amministrazione straordinaria dal dicembre 2017) e Artoni Logistica S.r.l. (in amministrazione straordinaria dall’ottobre dello stesso anno dopo una fase in fallimento), le prime due delle quali oggetto di un’operazione di cessione che – sul totale delle sette offerte vincolanti presentate – alla fine se la sono aggiudicata l’altoatesina Fercam Spa e l’immobiliare Prelios Spa, che hanno messo le mani sull’intero complesso con un’offerta pari a 47.903.000 euro. La cifra, finora, non era stata resa nota. Le altre sei proposte, con cifre nettamente minori, erano state invece avanzate da Ciccioli, Immostef, Ba invest, Gruber, Tecnolog e la stessa Fercam. Nessuna di queste offerte, tuttavia, riguardava l’intero complessa. La stessa Fercam aveva avanzato una proposta di 25.500.000 euro per i soli 14 rami aziendali già presi in affitto, sui quali vantava un diritto di prelazione.
LA CESSIONE
La relazione, pubblicata online martedì 5 febbraio e composta anche da pagine di omissis per quel che riguarda il capitolo controversie, è antecedente alla conclusione della trattativa di cessione.
Basti pensare che, dopo l’accettazione dell’offerta (lo scorso 20 dicembre), il successivo 15 gennaio lo stesso commissario faceva sapere che solo al completamento della procedura di cessione sarà «possibile stimare l’ammontare degli importi da ripartire tra i creditori delle società Artoni Trasporti e Artoni Group».
RECUPERO CREDITI
Per quanto riguarda le attività di recupero dell’attivo, nell’ambito della procedura al settembre 2018 Artoni rasporti vantava crediti per 14,4 milioni di euro.
Per recuperare il credito, il commissario ha inviato 6.849 generici solleciti di pagamento, dividendo le posizioni inferiori a 500 euro, rimaste in capo alla procedura, da quelle superiori, affidate a legali esterni. Per 782 posizioni, inoltre, si è passati a una fase giudiziale per il recupero.
Rispetto al recupero attraverso la fase giudiziale, sono stati depositati 305 ricorsi per decreto ingiuntivo presso il giudice di Pace di Reggio Emilia e 144 presso il Tribunale. Al 24 ottobre 2018 «il Giudice di Pace ha accolto la totalità dei ricorsi e sono state concluse 102 transazioni – si legge nella relazione – il Tribunale ha accolto la totalità dei ricorsi e sono state concluse 12 transazioni. A seguito delle azioni intraprese alla data della presente relazione erano stati incassati circa un milione di euro rispetto al 30 giugno 2018 con una percentuale di recupero rispetto al nominale di circa 60%».
Fra le altre azioni poste, infine, la vendita di beni mobili mediante ricorso all’Istituto di vendite giudiziarie.
Insinuazioni al passivo
Per quanto riguarda lo stato passivo, nella relazione si legge che al 20 settembre erano state depositate per Artoni Trasporti 1.808 istanze fra domande di ammissione e rivendiche (1.761 delle quali accertate nel corso di quattro udienze). «Il totale dei crediti attualmente ammessi allo stato passivo di Artoni Trasporti ammonta a 114.541.128,13 euro», si legge ancora nella relazione, nel quale sono suddivisi 963.518,75 in prededuzione, 14.753.812,54 in via ipotecaria, 42.728,335,31 al privilegio e 56.095.461,53 al chirografo. Ulteriori 47 domande di insinuazione al passivo e 4 istanze di rivendica le sono state inoltre presentate successivamente. Quanto ai ricorsi di opposizione, al 30 settembre 2018 erano sono state notificate ad Artoni Trasporti un totale di 25 istanze.
Per Artoni Group, «lo stato passivo della società risulta composto da 55 domande di insinuazione al passivo, di cui una rivendica».
Il totale dei crediti attualmente allo stato passivo ammonta a 63.331.201,35 euro (173.495,72 euro in prededuzione, 15.294.969,68 euro in via ipotecaria, 6.510.217,45 euro al privilegio e 41.352.518,50 euro al chirografo. Anche in questo caso, dopo il settembre 2018, sono state depositate ulteriori 6 domande di insinuazione al passivo, oggetto di trattazione all’udienza di verifica crediti fissata per il 19 febbraio. Quattro i ricorsi in opposizione. Per Artoni Logistica, infine, al 30 settembre sono state depositate 75 domande di ammissione al passivo e rivendiche, «di cui parte in pendenza del fallimento e parte in costanza di amministrazione straordinaria».
Quattro domande (di cui una rivendica) saranno oggetto di esame il 19 febbraio. «Il totale dei crediti attualmente ammessi allo stato passivo ammonta a 2.111.272,15 euro, così composto: 30.149,83 euro in prededuzione; 1.619.240,49 euro al privilegio; 461.881,83 euro al chirografo». —
E.Spa.
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