Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini 

Prima degli spari è arrivata una richiesta di denaro

T.S./L.G.

Mentre proseguono le indagini alla pizzeria di Cadelbosco emergono dettagli inquietanti che collegano gli episodi a una sola mente criminale

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reggio emilia. Entrambe le pizzerie colpite dai proiettili degli attentatori a sette giorni di distanza l’una dall’altra, La Perla di Cadelbosco e il Nuovo Piedigrotta 3 di Reggio Emilia, hanno ricevuto un biglietto, pressoché identico, lo stesso giorno.

La notte del 26 gennaio i titolari, davanti alla porta del ristorante, si sono ritrovati dei messaggi molto strani, praticamente dei pizzini, in cui venivano fatte delle richieste di denaro.

Sempre con un bigliettino, nella notte fra mercoledì e ieri, è stata “avvicinata” anche una terza pizzeria, in città, sottoposta allo stesso tipo di estorsione. Il messaggio inviato dai banditi pare abbastanza chiaro: paga, o sarà peggio per te e per il tuo locale.

E infatti nei giorni successivi la banda prima ha sparato contro l’ingresso della Perla, sei proiettili contro la porta, poi al Piedigrotta 3, cinque proiettili contro la vetrata. Le indagini devono ancora dimostrarlo ma il collegamento fra i due episodi sembra ormai certo, tanto che in tutta la provincia c’è molto allarme fra le forze dell’ordine.

È ormai acclarato che nel territorio reggiano si stia muovendo qualcuno, armato, che colpisce obiettivi ben precisi.

Sceglie dei ristoranti, li minaccia chiedendo dei soldi e, successivamente, passa alle dimostrazioni pratiche di forza. Come a dire “ecco che succede se non ti sottometti e fai quello che vogliamo da te”.

Tant’è che per tutelarsi il titolare del ristorante La Perla di Cadelbosco Sopra ha ingaggiato una guardia giurata che presidia, 24 ore su 24, il locale. —

T.S./L.G.

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