Gazzetta di Reggio

Reggio

verde pubblico 

Proteste per la quercia di via Passo Buole abbattuta dal Comune

Leonardo Grilli

La residente Guglielmina Rossi: «Doveva essere salvata» Ma per l’amministrazione era «pericolosa e da togliere»

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Probabilmente i candidati alle prossime amministrative farebbero bene a mettere come primo punto del loro programma elettorale la cura del verde, vista l’attenzione – e le polemiche – che suscita questo argomento nei reggiani.

Prima le piante secolari della Reggia di Rivalta, quindi i tre tassi di piazza del Cristo, poi il ciliegio di Paride Allegri e, ora, anche la quercia di via Passo Buole.

Una pianta che è stata tagliata e abbattuta dai giardinieri del Comune qualche settimana fa, una decisione che ha suscitato proteste in alcuni residenti della zona. A partire da Guglielmina Rossi, che in quel quartiere abita da qualche anno assieme al marito: «Qui in via Passo Buole, proprio dietro al Credem, c’era una quercia secolare. Bellissima, ma aveva bisogno di qualche potatura. Così quando, qualche tempo fa, abbiamo visto i tecnici del Comune fare dei sopralluoghi attorno alla pianta, abbiamo pensato che avessero deciso di tagliare dei rami. E abbiamo continuato a pensarlo anche quando abbiamo visto i giardinieri a lavoro».

Alla fine, però, della quercia non rimaneva più nulla: «Mio marito, che è un montanaro – prosegue la Rossi – si è arrabbiato quando ha visto il tronco di 80 centimetri che era rimasto. Perché si vede che l’interno della pianta era sano, poteva e doveva essere salvato secondo noi. Vogliono piantare duemila alberi, iniziativa giustissima, ma non basterebbe occuparsi di quelli che ci sono già? La mia vuole essere una critica costruttiva, perché ci si poteva comportare diversamente».

La versione del Comune, però, è molto diversa. Partendo dal fatto che «non era una quercia secolare», l’amministrazione ha fatto eseguire dei controlli al tecnico specializzato Sergio Minelli, al termine dei quali è emerso che quella pianta più una seconda «erano pericolose» e quindi andavano «abbattute immediatamente» perché «compromesse o gravemente lesionate».

Insomma nessun caso, pare, ma solo una questione di sicurezza pubblica. —



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