Al comando della missione dei carabinieri nel Kosovo
Già alla guida della Compagnia di Reggio, ora è alla testa degli uomini chiamati a garantire la sicurezza nel territorio teatro di guerra fra serbi e albanesi
REGGIO EMILIA. C’è un reggiano di adozione alla guida di una delle missioni militari all’estero dei nostri carabinieri: si tratta del colonnello Ruggiero Capodivento, già comandante della Compagnia di Reggio.
Un ufficiale che dopo il comando reggiano è stato protagonista di numerose esperienze di grande responsabilità e che adesso, a vent’anni dalla guerra che vide impegnate anche le forze armate italiane nei Balcani, si trova a gestire una situazione di convivenza fra etnie sempre potenzialmente in grado di sfociare in conflitto.
Quella comandata dal colonnello Capodivento è la Multinational Specialized Unit (Msu) dell’Arma dei Carabinieri che nasce dall’esigenza di fornire una forza di polizia professionale, a ordinamento militare, addestrata e caratterizzata da duttilità di impiego per operare in situazioni civili di grande instabilità.
Si fonda sostanzialmente sul concetto di fondere in un’unica unità, da proiettare in missioni di stabilizzazione della pace in aree colpite da azioni di guerra, personale militare con esperienza di polizia.
L’esperienza ventennale acquisita, prima in Bosnia e successivamente in Kosovo così come anche in Iraq, ha permesso di ottenere stima a livello internazionale dagli Alti Comandi della Nato che hanno riconosciuto all'Italia un ruolo di protagonista di grande prestigio, esercitato dai carabinieri, nella concezione di questa innovativa unità che colmava i vuoti negli assetti militari o in quelli delle Nazioni Unite, limitati a compiti di osservazione e reporting.
Operativo in Kosovo sin dal 1999, Msu ha una struttura ordinativa di livello reggimentale che costituisce, tra l’altro, riserva tattica del comandante della missione Kosovo Force.
Al Reggimento Msu è stata affidata in modo permanente l’area di manovra di Mitrovica, città simbolo degli scontri del ’99 tra i serbi e i kosovari albanesi.
La città di fatto viene pattugliata ventiquattro ore al giorno.
Di fatto i carabinieri costituiscono il primo contatto in quel territorio riuscendo a cogliere le sensazioni di potenziale interesse.
Altro importante compito è la pronta reperibilità di un plotone o una compagnia in assetto da ordine pubblico per l’impiego in tutto il Paese con tempi di reazione rapidi e capacità di trasporto aereo.
Il Reggimento di carabinieri Msu proprio in questi giorni ha effettuato una donazione di prodotti e materiali di consumo (garze, bende, guanti, siringhe) all’ospedale Kbc “Simonida” di Gracanica.
Segno del radicamento sul territorio e della volontà di portare alla popolazione locale un contributo concreto verso una pace vera e duratura. —
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