Alla Panizzi si parla di pomodoro “mafia free” e di lotta al caporalato
l’EVENTO
Pomodori naturali trasformati in “arma” contro la mafia e il caporalato. Oggi pomeriggio, alle 16.30 alla biblioteca Panizzi, è in programma l’incontro di presentazione del progetto Sfruttazero: un progetto nato nelle campagne pugliesi e concretizzato nella produzione di salsa di pomodoro “mafia-free”, con ortaggi coltivati e lavorati rispettando la natura e i diritti dei lavoratori dall’associazione Diritti al Sud.
“SfruttaZero” è un progetto di agricoltura sociale a cura dell’associazione Diritti a Sud di Nardò e dell’associazione Net-Zanet Solidaria di Bari, nato come reazione al triste fenomeno dello sfruttamento del lavoro che affligge in particolar modo la Puglia, di cui la filiera “sporca” del pomodoro è simbolo.
“SfruttaZero” si oppone a tutto questo fenomeno curando per intero la filiera produttiva, retribuendo in maniera equa i lavoratori che producono passata di pomodoro, che viene poi smerciata fuori dai circuiti della grande distribuzione. Un percorso peculiare e dal grande valore simbolico, visto che la coltivazione del pomodoro è uno dei più classici casi di sfruttamento di operai, italiani e stranieri, e di infiltrazioni della criminalità organizzata.
Alle 16.30, nella sala Reggio della biblioteca Panizzi, alcuni dei referenti del progetto presenteranno il loro lavoro, in un momento pubblico organizzato dal Comitato Esodati reggiano e moderato da Adriano Arati, giornalista della Gazzetta.
Gli esodati della nostra provincia sono impegnati da tempo a sensibilizzare il progetto, e hanno curato anche diverse vendite benefiche a cui hanno aderito realtà diverse come i Comuni, la diocesi, le associazione industriali, così come privati cittadini e realtà produttive. —
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