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Borgo abbandonato da 500 anni scoperto accanto alla Rupe

Borgo abbandonato da 500 anni scoperto accanto alla Rupe

Sono i risultati della campagna di scavi portata a termine nell’ottobre 2018 I risultati saranno pubblicati e al centro di un convegno al teatro di Ciano

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canossa. Un borgo con una decine di case, di fianco alla rupe di Canossa, abbandonato chissà per quale motivo 500 anni fa, sepolto dal tempo e riscoperto durante l’ultima campagna di scavi delle Università di Bologna e Verona, con il supporto del Club alpino italiano. Sono queste le importanti novità delle indagini portate a termine tra settembre e ottobre dell’anno scorso e che verranno presentate venerdì prossimo, alle 10, in un convegno dal titolo “Ancora a Canossa” al teatro Comunale di Ciano.

GLI SCAVI

A distanza di oltre 140 anni dalla prima campagna di ricerca archeologica avviata a Canossa, il Cai si è nuovamente impegnato per sviluppare una nuova attività di indagine, mettendo a disposizione dei due atenei, con il contributo del Lions Club Albinea e Canossa, le risorse necessarie per aprire un nuovo cantiere di ricerca. La campagna di scavo, supportata logisticamente dal Comune di Canossa, è stata condotta da un’equipe di 20 studenti di archeologia (guidati dai professori Fabio Saggioro, Paola Galetti e Nicola Mancassola e dai giovani ricercatori Elisa Lerco, Federico Zoni e Mattia Cantatore), la cui attività ha aperto una nuova e inaspettata pagina nella storia millenaria del monumento canossiano.

Dopo la ricognizione sistematica del 2017, una serie di sondaggi di scavo nel settore orientale del sito, che risultava pressoché sconosciuto e mai veramente oggetto di indagini sistematiche, ha individuato un tratto di una muratura di cinta e tracce di attività e crolli, inquadrabili tra la fine del XII e il XVI secolo.

LE INDAGINI

In altre due aree di indagine, sono stati messi in luce i resti di strutture residenziali conservate in alzato, in alcuni punti, per oltre due metri e totalmente interrate dall'abbandono del sito. Ne sono state individuate quattro, al momento, ma i tecnici, sulla base di una serie di elementi riscontrati durante le ricerche, ipotizzano l'esistenza di oltre una decina di edifici, ancora in buono stato di conservazione. «Stiamo parlando di un’area ampia, mai indagata, che potrebbe restituire un’immagine nuova e inedita del sito. Un intero borgo sepolto e abbandonato circa 500 anni fa, ma che ancora non sappiamo quando si possa essere sviluppato», afferma il presidente del Comitato scientifico centrale del Cai, il reggiano Giuliano Cervi. «Le conoscenze acquisite sono di grande rilievo per uno dei luoghi italiani di maggiore notorietà storica. Per il Club alpino, Canossa costituisce uno dei luoghi identitari, testimonianza diretta del proprio ultracentenario impegno a favore del patrimonio storico, culturale e ambientale d’Italia». Gli obiettivi della campagna sono la definizione dell'urbanistica del sito, la valutazione dei depositi e delle sequenze stratigrafiche dell'area del borgo e l'indagine delle sue caratteristiche materiali, tentando di fornire elementi utili anche sul fronte degli studi paleoambientali. —

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