Gazzetta di Reggio

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Carcere, mensa ko agenti senza pasti

Enrico Lorenzo Tidona
Carcere, mensa ko agenti senza pasti

Reggio Emilia: provviste in ritardo, braccio di ferro con l’azienda in appalto. I dipendenti saltano i pranzi e fanno intervenire i sindacati

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REGGIO EMILIA. Per ben due volte, giovedì 7 e venerdì 8 febbraio, un centinaio tra agenti della penitenziaria, personale medico e amministrativo del carcere di Reggio, sono rimasti senza pranzo. La mensa del carcere della Pulce di via Settembrini sta funzionando infatti a singhiozzo.

A poco è servito l’intervento nei giorni scorsi dell’amministrazione penitenziaria che si è offerta di anticipare gli stipendi dei dipendenti che lavorano nelle mense degli istituti dell’Emilia Romagna, Reggio compresa, non pagati dalla società che gestisce il servizio di ristorazione.

I lavoratori della Pulce si sono lamentati ieri della situazione con i sindacati, chiedendo il loro intervento. I turni, che durano fino a 8 ore, prevedono infatti la pausa pranzo che è stata salata a piè pari dai dipendenti, mentre per i detenuti non ci sono stati disservizi. Secondo quanto riferito dagli agenti ai sindacati, all’ora di pranzo si sono presentati in mensa ma i generi alimentari destinati al carcere reggiano sono giunti verso l’una, facendo poi slittare la preparazione nella mensa del carcere.

Non solo: il quantitativo non era sufficiente per permettere di sfamare le decine di bocche nelle due pause pranzo di ieri e dell’altro ieri. «Il risultato è stata che molti dei dipendenti sono stati costretti a mangiare dei panini freddi o similari invece del pasto a cui hanno diritto - spiega Giovanni Trisolini, delegato della Cgil per il comparto sicurezza – Il personale non può non mangiare nell’arco della giornata lavorativa. Serve un intervento dall’alto per evitare che episodi come questi si ripetano mettendo a rischio le condizioni di lavoro di persone che hanno peraltro un ruolo impegnativo e delicato all’interno dell’amministrazione penitenziara».

Solo pochi giorni fa c’era stato il deciso intervento da parte proprio dell’amministrazione alla vigilia della ulteriore giornata di sciopero del personale legato alla ditta che ha l’appalto, proclamata dalle organizzazioni sindacali tre giorni fa. Il Provveditorato regionale per l’Emilia Romagna aveva attivato infatti la procedura prevista come extrema ratio e finalizzata al pagamento delle competenze insolute dei dipendenti, con successiva rivalsa sulla società esecutrice dell’appalto, come previsto da contratto.

Ai dipendenti della ditta era stato quindi richiesto, a cura di ogni istituto penitenziario, di produrre una dichiarazione degli importi delle retribuzioni non corrisposte distinte per mensilità, copia del contratto di lavoro, nonché il proprio codice Iban bancario o postale. Nel più breve tempo possibile, all'esito dell'acquisizione della documentazione richiesta e degli accertamenti dovuti dalla procedura attivata, saranno bonificati i pagamenti arretrati.

Inoltre, in previsione dell’astensione proclamata per domani dalle rappresentative di Cgil, Cisl e Uil, il Provveditorato di Bologna ha inviato alla Unilabor una diffida a garantire comunque, ai sensi di quanto previsto nel capitolato d'appalto, la continuità del servizio di somministrazione di pasti caldi presso gli istituti di Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e la Scuola di formazione della Polizia Penitenziaria di Parma. Contestualmente ha invitato le direzioni interessate a provvedere, in caso di inerzia della ditta, a garantire al personale in servizio negli istituti la fornitura di pasti alternativi, di pari valore economico e nutritivo. —


 

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