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il contributo degli eletti 

Delrio in debito col Pd nazionale «I pagamenti? Fatti a Reggio»

R.F.
Delrio in debito col Pd nazionale «I pagamenti? Fatti a Reggio»

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REGGIo EMILIA. Sono una decina gli onorevoli e senatori Pd che non hanno versato nelle casse del partito i 1.500 euro mensili di contributo, come previsto dal regolamento per gli eletti, mentre alcuni non hanno nemmeno pagato l’una tantum di 10mila euro fissata al momento dell’elezione in Parlamento. Tra i primi – stando a quanto pubblicato dal Corriere della Sera – anche nomi di spicco come il capogruppo alla Camera, il reggiano Graziano Delrio, l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando e il modenese Matteo Richetti, molto vicino al candidato alla segreteria nazionale Maurizio Martina, come del resto anche l’ex sindaco di Reggio.

Da ottobre 2018 ad oggi l’ammanco per le asfittiche casse Pd è stimato in quasi 500mila euro. Una situazione che ha indotto il tesoriere dem, Francesco Bonifazi, a scrivere ai parlamentari morosi e sollecitarli pubblicamente a voler sanare al più presto la propria posizione riguardo alla trattenuta su uno stipendio che oscilla tra i 12 e i 15mila euro.

È una situazione che nel Pd si ripete. Già nel giugno scorso partirono 60 decreti ingiuntivi nei confronti di altrettanti parlamentari per recuperare circa 1,5 milioni di euro destinati alle casse del partito. Tra loro anche l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, che alla fine ha versato gli oltre 83mila euro richiesti. Lo stesso probabilmente accadrà se i parlamentari morosi non regolarizzeranno velocemente la loro posizione.

La notizia apparsa sulla stampa nazionale ha fornito l’occasione ai parlamentari reggiani pentastellati, Maria Ereda Spadoni e Davide Zanichelli di sottolineare che «i parlamentari e i consiglieri regionali M5s si tagliano lo stipendio e lo donano ai cittadini, mentre Delrio non se lo taglia nemmeno per darlo al Pd. È bene che inizi a pagare i suoi debiti, non è rimasto nulla di rosso al Pd se non il suo conto in banca».

Immediata la replica di Delrio che stigmatizza il fatto che la vicenda sia divenuta pubblica e fornisce alcune precisazioni. «Non si capisce bene – sostiene l’ex sindaco – per quale motivo il confronto dei dati dei versamenti tra il tesoriere e i parlamentari debba avvenire a mezzo stampa. Ma visto che è così dobbiamo precisare pubblicamente». Poi spiega: «Ho verificato, e nel mio caso sono stati effettuati pagamenti al Pd di Reggio. Vi sono invece alcune discontinuità con quello nazionale che verranno recuperate nei tempi già previsti. Le precisazioni di tanti colleghi dicono che fatti e numeri sono diversi da come sono raccontati». —

R.F.

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