L’allarme delle associazioni di categoria «Siamo preoccupati, episodi inquietanti»
Donatella Prampolini e Dario Domenichini commentano i due attentati e assicurano: «Presto iniziative per la cultura della legalità»
reggio emilia. Episodi inquietanti, che preoccupano ma sui quali, fino ad ora, non vi era nessuna avvisaglia. Questi, in sintesi, sono i commenti preoccupati delle associazioni di categoria di Reggio Emilia, la Confcommercio e la Confesercenti. «La preoccupazione ovviamente c’è – spiega Donatella Prampolini di Confcommercio – sono episodi che non vanno sottovalutati e ad esempio con l’iniziativa “Legalità mi piace” cerchiamo di stimolare la cultura della legalità e l’importanza di appoggiarsi alle associazioni. Però oggettivamente non abbiamo mai avuto segnalazioni di questo tipo, per capirci qualche anno fa avevamo attivato un numero verde per casi simili, poi disabilitato per inutilizzo».
Tuttavia, conclude la Prampolini, «quando succedono queste cose è ovvio che le antenne vanno alzate e faremo sentire la nostra vicinanza, soprattutto per instaurare la cultura della legalità. Senza quella non si va da nessuna parte». Una preoccupazione, quella di Confcommercio, condivisa anche dal presidente provinciale di Confesercenti, Dario Domenichini: «La paura che si tratti di malavita organizzata c’è, bisogna prestare la massima attenzione. Anche quando si è tratto di parlare di Aemilia all’inizio si è rischiato di sottovalutare il fenomeno, che poi si è dimostrato essere veramente importante. Noi tuttavia un allarme in questo senso non lo abbiamo mai avuto dai nostri associati, avevamo fatto anche delle indagini all’inizio della crisi e durante il maxi processo rispetto ad esempio al fenomeno dell’usura ma non era emerso nulla, nemmeno di fronte a questionari anonimi. Certo visto quello che è successo, potrebbe anche essere che sia venuto il momento di ripeterlo, questo questionario...».
Una vicenda, prosegue il presidente di Confesercenti, che assume dei connotati strani in un territorio come quello reggiano: «Normalmente nelle nostre zone fenomeni come quello del pizzo, che purtroppo in altre parti d’Italia è presente, non ha mai attecchito. Forse anche per una scelta strategica da parte della malavita organizzata, in Emilia la comunità e la socialità è forte, se a un commerciante reggiano ad esempio dovesse capitare una richiesta di pizzo credo che denuncerebbe subito o andrebbe in associazione per cercare un aiuto, non si lascerebbe intimorire».
La vicenda verrà affrontata da Confesercenti «lunedì sera nel corso di una riunione di presidenza. Quindi come Rete Imprese Italia vedremo come capire se questo fenomeno è davvero presente». A commentare gli eventi è poi stato anche Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale: «Questi episodi confermano la spregiudicatezza di malavitosi che sono stati capaci di inserirsi in un tessuto sano, ma a suo tempo completamente impreparato per contrastarli. Il processo Aemilia deve ricordarcelo ogni giorno». —
L.G.
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