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Tracimazioni controllate i dubbi dei sindaci reggiani

A.V. e M.P.
Tracimazioni controllate i dubbi dei sindaci reggiani

Fa discutere nella Bassa il piano di cui stanno discutendo Regioni e Aipo  Verona: «Preoccupante». Benassi: «Non creiamo zone di serie A e B»

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BASSA REGGIANA. «La preoccupazione è veramente alta per le implicazioni che tali azioni possono avere in ambito agricolo, ambientale e territoriale. La cosa va affrontata molto seriamente in un tavolo con la presenza di tecnici, agricoltori e politici oltre, ovviamente ai funzionari del Consorzio di bonifica. A breve ci sarà un incontro indetto dal consorzio, al quale, come Comune di Guastalla, sarò presente».

LE REAZIONI

Così il sindaco di Guastalla, Camilla Verona, commenta la notizia di una cabina di regia – che coinvolge Regione Emilia Romagna Regione Lombardia e Aipo – che sta lavorando a un piano per far tracimare il Po in sicurezza, in caso di piene eccezionali, che dovrebbe individuare aree per così dire da “sacrificare”. Luzzara e Guastalla rientrano nelle competenze del Consorzio di Bonifica “Terre di Gonzaga in Destra Po” che, il 14 novembre scorso, in occasione di un interclub al ristorante “Besito” di Suzzara, nel Mantovano aveva presentato una proposta per il miglioramento della sicurezza idraulica del territorio nei confronti della piena del Po, considerato che le modifiche climatiche richiedono ulteriori interventi. Alla serata erano presenti anche amministratori ed esponenti della protezione civile reggiani.

Ma la discussione che sta coinvolgendo le due Regioni ha già visto un’alzata di scudi dei sindaci mantovani, che si riuniranno venerdì 15 a San Benedetto Po con la Bonifica per parlarne. Non vuol far mancare la sua presenza il sindaco di Gualtieri, Renzo Bergamini. «Io sono solo informato sul collaudo dell’invaso di Albinea. E quando parliamo di questo luogo, parliamo di torrente Crostolo. Tuttavia, dato che Gualtieri si trova sul fiume Po e abbiamo golene chiuse, voglio partecipare alla riunione per capire meglio di cosa significa “tracimazione controllata” - dichiara - La prima volta che si sentì parlare di “tracimazione controllata” è stato nell’agosto del 1987 in occasione della tragica alluvione in Valtellina che provocò 53 morti, migliaia di sfollati e danni per 4mila miliardi di vecchie lire».

LE CRITICHE

Se il sindaco di Luzzara, Andrea Costa, sa solo dell’incontro che si terrà a San Benedetto Po, il sindaco di Boretto, Massimo Gazza, molto esperto e legato alle tematiche relative al Po dichiara: «A quello che è dato sapere la tracimazione controllata delle acque riguarderebbe il territorio reggiano per le zone della Sinistra Secchia. L’idea della tracimazione controllata non mi pare la migliore delle soluzioni idrauliche possibili, a dire il vero appare un po’ bizzarra».

«Al di là delle teorie, ci sarebbe una pratica molto semplice da attuare - spiega infine - la rimozione dei materiali litoidei dalle zone di esondazione del fiume. Un grande piano nazionale e interregionale di pulizia del fiume che gioverebbe molto più di qualsiasi altro provvedimento».

Non sembra propendere per questa eventualità nemmeno il sindaco di Brescello Elena Benassi, che prima - poco più di un anno fa – ha dovuto affrontare le conseguenze della piena dell’Enza, e poi, si è trovata a gestire l’emergenza da primo cittadino.

«Prima di esprimersi compiutamente su questo progetto – afferma – bisognerebbe analizzarlo con i tecnici, e dunque non mi posso sbilanciare più di tanto. A quanto si legge, pare di percepire l’intenzione di utilizzare per l’accoglimento delle acque anche aree non golenali. Un aspetto, questo, che preoccuperebbe qualsiasi amministratore. Questo aspetto comporterebbe la selezione di aree di “serie A” e di “serie B”, con tutto quello che ne conseguirebbe. Penso, ad esempio, che in certe zone andrebbero limitati gli insediamenti industriali». «Con l’utilizzo delle golene convenzionali invece non ci sarebbero questi problemi: a Brescello abbiamo Ghiarole, che pur essendo molto popolata resta comunque un’area nella quale è previsto l’arrivo dell’acqua, in circostanze particolari - dichiara - Quella dell’esondazione controllata sarebbe una soluzione che lascia aperti vari dubbi. Quando si conosceranno maggiori dettagli ci si potrà esporre con più precisione». —

A.V. e M.P.

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