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Cofima si difende a processo «Rilievi con metodi superati»

Cofima si difende a processo «Rilievi con metodi superati»

L’amministratore delegato Corradini testimonia in udienza nel procedimento in cui la fonderia è sotto accusa per sforamenti nelle emissioni

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BIBBIANO. Al processo che vede alla sbarra l’amministratore delegato (con delega all’ambiente) della fonderia Cofima per reati ambientali, ieri è stata la volta dello stesso imputato, Sergio Corradini, di testimoniare.

Difeso dall’avvocato Giovanni Tarquini, Corradini è stato protagonista di una lunga deposizione, in cui è entrato nel dettaglio rispetto alle contestazioni che gli sono mosse dall’accusa: sforamenti nelle emissioni che risalgono al 4 febbraio 2015 e riguarderebbero i valori limite del parametro Cot non metanico (65 mg/nmc rispetto ai 5 autorizzati) e Co monossido di carbonio (7.5 mg/nmc rispetto ai 5 autorizzati).

Corradini ha messo sotto accusa la metodologia utilizzata da Arpa per le rilevazioni. Datata, secondo l’imputato e secondo anche il perito di parte nella sua relazione: risalirebbe al 2013 e nel 2015 sarebbe già stata superata.

Secondo quanto riferito dall’imputato, nel 2016 quando i tecnici Arpa sono tornati per i rilievi effettivamente hanno usato un’altra metodologia, proprio quella che secondo la difesa avrebbe dovuto essere usata già nel 2015. E in quella seconda occasione, non si sarebbero riscontrati sforamenti nelle emissioni.

Nell’udienza precedente, davanti al giudice Maria La Nave, erano stati sentiti due tecnici dell’Arpae, un ingegnere della Cofima e il consulente della difesa (Ettore Morini dello studio Alfa).

Era finito con una assoluzione per non aver commesso il fatto un altro processo, nel febbraio del 2017, che vedeva sotto accusa la fonderia e l’amministratore Corradini. Era stata la stessa procura a chiedere l’assoluzione, in quanto era ritenuta contraddittoria la prova, cioè le rilevazioni fatte dall’Arpa nella fonderia. Si trattava di un controllo a sorpresa che però venne fatto mentre anche la procedura di autocontrollo era in corso e le rilevazioni erano state molto diverse. I valori di Arpa erano stati considerati inverosimili. —

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