«Hanno visto tutto ciò che non vediamo più»
Il sindaco Malavasi e i pedagogisti Farnè e Mussini spiegano l’obiettivo didattico del progetto durato per un anno intero
correggio. E la Correggio del futuro? C’è anche quella nella guida: «Vorrei che ci fossero sempre i fiori anche d’inverno»; «vorrei una fontana dove buttare le monetine e esprimere desideri»; «vorrei che ci fossero i lupi ... li vorrei vedere»; «vorrei una cosa spettacolare... una piramide»; «vorrei una statua del mio cartone preferito: Zorro». «Beh, gli ultimi tre desideri sono difficili da realizzare, ma ci lavoreremo». Parola – scherzosa – di sindaco Ilenia Malavasi che al progetto della guida ci ha creduto e l’ha sostenuto. Non solo economicamente.
«A dieci anni dal progetto realizzato nel quartiere delle Coriandoline, nel quale i bambini hanno progettato e realizzato i disegni sulle facciate delle abitazioni – spiega Malavasi – volevamo fare un’altra iniziativa importante per spiegare ai più piccoli il concetto di cittadinanza. Con un questo lavoro, durato un anno, che ha coinvolto, oltre ai bambini, 11 educatrici e 18 insegnati, ci siamo resi conti che il loro sguardo, così limpido e attento, vede quello che noi non riusciamo più a vedere. È bastato un ciuffo d’erba che spuntava lungo il muro di una casa, infatti, a far scrivere a un bambino che “in città ci vive anche l’erba. Il verde selvaggio”. Chi di noi adulti ci avrebbe fatto caso?»
Un punto di vista “altro” che sottolinea anche Roberto Farnè, professore ordinario di Didattica e pedagogia all’Università di Bologna, autore, tra l’altro, del commento finale alla guida e relatore alla presentazione del volume avvenuta un paio di settimane fa.
«Ciò che alla fine emerge dalla guida – scrive Farnè – dopo averne sfogliato le pagine, letto i testi che la corredano, è un’immagine di città come ambiente scoperto da bambini, secondo modalità che non sono quelle oggettivamente descritte, tipiche delle normali guide che possiamo acquistare quando vogliamo essere aiutati nel visitare una città. Per quanto noi “guidiamo” i bambini lungo percorsi e mete che riteniamo significativi nel contesto urbano, il loro sguardo, i pensiero le parole, i disegni, seguono spesso altri percorsi: la ricerca di corrispondenze fra il proprio mondo interno e il mondo esterno nel bambino è il vero viaggio che essi intraprendono».
Ed è Ilaria Mussini, pedagogista dei Servizi educativi 0-6anni del Comune di Correggio, a spiegare l’obiettivo del percorso. «In un tempo lungo – scrive nella prefazione alla guida – le esplorazioni hanno coinvolto bambine e bambini e adulti, intenti a sollevare questioni, documentare processi e rilanciare pensieri, tessendo così quegli itinerari del sapere che educano a una conoscenza complessa. Abbiamo dato vita a una progettazione con e per i bambini che valorizza l’infanzia quale interprete attiva della realtà, costruttrice di significati attraverso la ricerca di una continua relazione con gli spazi. Un’infanzia che, in ascolto dei silenzi e delle immagini della città, a essi attribuisce nuova identità». —
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