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le dichiarazioni 

«Il pizzo a Reggio non c’è e non inizia adesso»

E.L.T.

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REGGIO EMILIA. «Il pizzo a Reggio Emilia non c’è e non comincia certo questa settimana». Marco Mescolini ha mandato un segnale forte ieri, perché Reggio Emilia, anche a livello investigativo, non è più quella di qualche anno fa. Aemilia e i suoi mille rivoli hanno forgiato investigatori, procure e tribunali, oltre alla società civile, per rispondere alla quale Mescolini ha deciso di rilasciare dichiarazioni sugli arresti dei fratelli Amato per le tentate estorsioni e gli spari a quattro tra le più note pizzerie reggiane. «Hanno sparato vicino a case causando grave allarme sociale» ha detto l’ex pm della Dda, ora a capo della procura di Reggio.

«Fatti allarmanti per pervicacia e tecnica, avvenuti non in disparte. La risposta delle forze dell’ordine deve essere resa pubblica». Un connubio costruttivo, come rimarcato anche da Alessandro Dimichino, comandante del reparto operativo dei carabinieri («Un’indagine lampo portata avanti grazie alle tecnologie, ma soprattutto grazie alla conoscenza e alla presenza sul territorio delle forze dell’ordine»), e dal capo della squadra mobile della questura, Guglielmo Battisti che parla di una “super squadra”: «Possiamo parlare di una vera e propria squadra di Stato formata da carabinieri e polizia. Elemento di differenza rispetto al passato che ha forte efficacia, come si può vedere».

Mescolini, parlando di pizzo, ha detto che però «sul futuro non si può scommettere», quasi a dire che l’allerta resta alta. «La nostra è un’azione che non finisce qui». —

E.L.T.

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