Gazzetta di Reggio

Reggio

Si alzano i nuovi pilomat ed è subito caos, tra proteste e lunghe file

Roberto Fontanili
Pilomat in centro storico, il debutto tra le polemiche
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Pilomat in centro storico, il debutto tra le polemiche

Reggio Emilia, i commercianti divisi tra favorevoli e contrari. Ma su un punto sono tutti d’accordo: «Il problema vero è che il centro non è più da tempo il cuore pulsante della città» 

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REGGIO EMILIA. Sono le 11, il pilomat si alza e subito in via Emilia San Pietro (all’altezza del negozio Wise) è il caos. In pochi minuti sotto gli occhi dell’assessore Mirko Tutino che sta facendo un sopralluogo, si ritrovano in fila bloccati davanti al pilomat alzato un furgone blindato portavalori (sprovvisto di telecomando), una Fiat Punto dei carabinieri, un taxi, il minibù di Seta, biciclette e pedoni, mentre il furgoncino della Mensa del Vescovo che nel frattempo stava cercando di immettersi sulla via Emilia resta bloccato. Tutto fermo fino a quando gli agenti della polizia municipale abbassano il pilomat e la situazione si normalizza.

Tutto sembra tranquillo con i ciclisti che passano incuranti del pilomat (o forse non lo vedono nemmeno, come l’anziano che è caduto e di cui riferiamo sotto) che nel frattempo si alza e si abbassa. Fino a quando arriva una signora a bordo di un Suv che impreca perché obbligata a svoltare verso la Curia e subito dopo è la volta della Fiat Panda delle Poste che si trova all’improvviso il pilomat alzato ed essendo senza telecomando non può passare. Fa retromarcia annunciando una ipotetica denuncia che arriverà in Comune per l’impossibilità a consegnare la corrispondenza.

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Nella mezz’ora successiva assistiamo a un continuo via vai di auto e soprattutto di minibù e taxi che riescono a transitare e altri veicoli che lo fanno solo perché si accodano all’auto che la precede. Una conferma, sostiene l’assessore Tutino che «molte auto hanno utilizzato la via Emilia come alternativa alla circonvallazione per attraversare la città e invece si sono trovate bloccate». Stessa situazione per il pilomat posizionato in via Emilia Santo Stefano all’altezza di via Guido da Castello. In questo caso, anche qualche taxi dotato di telecomando per transitare ha dovuto ricorrere all’aiuto del vigile urbano, il quale ci spiega che «questa mattina in più di un caso i telecomandi non hanno funzionato, forse è un problema di sintonizzazione».

In via Giudo da Castello invece il problema è diverso. Il pilomat è stato posizionato in modo tale che un’auto può passare al suo fianco, rendendolo quasi inutile. Prima c’era una fioriera a chiudere ogni varco, poi in seguito alle proteste di una commerciante che se l’è trovata davanti alla vetrina è stata rimossa. La prima mattina è stato un ginepraio di problemi e se ne è accorto lo stesso Tutino, che però ha difeso fino alla fine la scelta dei nuovi pilomat. «Con questa misura, che è in funzione in gran parte delle città europee – sostiene – la città diventa a misura di ciclisti e di pedoni. Le due fasce orarie previste sono sufficienti per lo scarico delle merci». Poi aggiunge: «Nei primi giorni l’applicazione sarà morbida e non si faranno multe. Chi risiede o lavora in centro storico potrà transitare perché in possesso dell’abilitazione. I disabili che si recano in centro dovranno chiamare il numero 0522-4000 comunicando il numero del permesso disabili».

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Sui pilomat i pareri tra i commercianti sono divergenti. Alcuni sono contrari, per altri i problemi del centro sono ben altri. Tra i contrari Roberta Casoli, titolare del P.S. in via Guido da Castello, per la quale «bastavano le telecamere anziché questi semafori antiestetici. Per tutelare il centro occorre favorire l’accesso e non mettere inutili blocchi». «A me non dà fastidio – dice invece Anna Barontini della oreficeria Campanini, in via Emilia San Pietro – il problema vero è che il centro sta vivendo un momento molto difficile. Non è più il cuore pulsante di Reggio anzi l’offerta commerciale con i nuovi arrivi è al ribasso».

«Il problema è che c’è poca gente in giro e non centra il pilomat», è il commento di Giuseppe de Prisco, gestore del bar “We love Pur” in piazza Battisti. Infine molti commercianti, forse disinformati, si limitato a dire: «Fino ad ora non abbiamo avuto problemi con i corrieri. Vediamo cosa succederà in futuro». —


 

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