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Spari alle pizzerie, il giudice conferma il carcere per i fratelli Amato

Spari alle pizzerie, il giudice conferma il carcere per i fratelli Amato

Il gip ha disposto la misura in carcere per i tre uomini accusati delle estorsioni alle quattro pizzerie reggiane. I tre indagati hanno parlato dicendosi innocenti

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REGGIO EMILIA   Mario, Michele e Cosimo Amato si dicono innocenti ma dovranno rimanere in carcere. A deciderlo oggi è stato il gip Dario De Luca, che ha disposto il carcere per i tre figli del pluripregiudicato Francesco Amato, disponendo per loro la misura del carcere.

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I tre uomini, tutti sotto i trent'anni, si sono difesi in udienza afferamdo di non essere loro i responsabili della tentata estorsione con biglietti minacciosi e spari contro le vetrate, messa in atto negli ultimi 20 giorni nei confronti di quattro pizzerie di Reggio Emilia.

Anche perché, due dei fratelli (Mario e Michele) sarebbero arrivati in autobus da Rosarno, dove erano per questioni personali, solo nella notte tra il 4 e il 5 febbraio, vale a dire giorni dopo l'inizio degli episodi che hanno scosso la comunità reggiana e impaurito i ristoratori di di città e provincia, che erano cominciati lo scorso 26 gennaio.

 

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